L’era Nicola Canonico sembra ormai agli sgoccioli. A Foggia si respira aria di svolta e, per certi versi, anche di ritorno romantico alle origini. Il club rossonero è infatti a un passo dal passaggio di proprietà ai giovani imprenditori locali Gennaro Casillo, figlio di Pasquale, storico patron di “Zemanlandia”, e Giuseppe De Vitto, pronti a raccogliere il testimone e a scrivere un nuovo capitolo della storia calcistica cittadina.
Entrambi a capo dell’Heraclea, da tempo interessati al Foggia e desiderosi di misurarsi con una piazza storica e passionale come quella rossonera. Un interesse coltivato nel tempo, diventato ora un vero e proprio progetto imprenditoriale sostenuto da altre realtà locali pronte a dare supporto al club attraverso sponsorizzazioni.
Giornalisti, tifosi e semplici curiosi sono assiepati in queste ore sull’isola pedonale della città nei pressi dello studio notarile teatro del possibile passaggio di consegne e dove Casillo e De Vitto hanno costituito la “Foggia Sport srl”, passaggio propedeutico a rilevare il club rossonero.
Un ritorno che sa di storia
Per Gennaro Casillo l’operazione avrebbe anche un forte valore simbolico. Il nuovo corso rappresenterebbe infatti una sorta di cerchio che si chiude: suo padre, il compianto “don” Pasquale, fu protagonista assoluto del periodo più luminoso della storia recente del Foggia, quello targato Zeman e Pavone, che nei primi anni Novanta portò il club dalla Serie C alla Serie A, scrivendo una pagina leggendaria per i satanelli.

Intesa trovata, si attende l’ufficialità
Secondo quanto filtra, con Nicola Canonico sarebbe stata già raggiunta un’intesa di massima e un preliminare sarebbe pronto. Per l’ufficialità del passaggio di proprietà potrebbe essere solo questione di ore, si parla di closing al massimo entro sabato ma i tempi potrebbero accorciarsi anche per permettere alla nuova cordata di operare subito sul mercato di gennaio.
L’obiettivo sarebbe quello di definire l’operazione prima della gara contro il Giugliano, così da poter iniziare immediatamente a programmare il futuro sportivo. Una tempistica serrata, dettata dalla necessità di dare risposte rapide alla squadra e all’ambiente.










