Cercavano una cartellina gialla con all’interno del denaro, ritenuto dagli investigatori il possibile corrispettivo di una mazzetta. Il contenitore sarebbe stato rinvenuto, ma non il contenuto che si aspettavano. È da qui che prende forma una nuova inchiesta giudiziaria sulla Provincia Bat, emersa a seguito delle perquisizioni eseguite a inizio dicembre dalla Guardia di finanza. Un’indagine che, come scrive La Gazzetta del Mezzogiorno, potrebbe rappresentare solo la punta dell’iceberg di un sistema più articolato.
Gli indagati e l’ipotesi di patto corruttivo
Nel fascicolo aperto dalla Procura di Trani risultano indagati Bernardo Lodispoto, 74 anni, presidente della Provincia Bat e sindaco di Margherita di Savoia, il suo ex vice Lorenzo Marchio Rossi, 70 anni, già segretario provinciale del Pd, e Emanuele Sgarra, 64 anni, consigliere comunale di Andria ed ex esponente dem. Il presunto corruttore sarebbe un noto imprenditore della zona, parente quasi omonimo di un altro imprenditore già coinvolto in una precedente indagine che riguarda sempre l’ente provinciale.
Le perquisizioni sono state eseguite sulla base di un decreto firmato dai pm Marco Gambardella e Francesco Tosto, che coordinano un’inchiesta aperta lo scorso anno dopo una serie di intercettazioni. Proprio dalle conversazioni captate sarebbero emersi gli indizi di un presunto patto corruttivo finalizzato all’aggiudicazione di un appalto in materia di strade. Secondo l’ipotesi accusatoria, ciascuno degli indagati avrebbe avuto un ruolo distinto nell’interesse dell’imprenditore.
I rapporti politici e le fratture nel Pd
Chi segue da vicino le dinamiche politiche della Bat ricorda che Sgarra, infermiere della Asl Bat, fino al 2024 era anche consigliere provinciale e intratteneva rapporti molto stretti con Marchio Rossi. È noto anche che il Pd, lo scorso anno, ha ritirato la fiducia a Lodispoto, di cui Marchio era stato vicepresidente.
Dopo l’allontanamento dal partito dell’ex consigliere regionale Filippo Caracciolo, imputato per corruzione, il commissario dem della Bat aveva chiesto anche l’uscita dalla maggioranza che sostiene il presidente della Provincia, una maggioranza composita in cui figurano anche esponenti del centrodestra. A dicembre, proprio per l’assenza del Pd e la contrarietà di Fratelli d’Italia, l’ente non è riuscito ad approvare il bilancio per mancanza del numero legale.
Sempre a dicembre, il commissario provinciale del Pd ha disposto l’espulsione di diversi iscritti di Andria, tra cui tre consiglieri comunali, accusati di aver sostenuto la lista “Per” e il candidato Ruggiero Passero, considerato politicamente vicino a Caracciolo. Tra gli espulsi figura anche Sgarra. Secondo osservatori locali, l’asse politico tra Marchio, Lodispoto e Caracciolo sarebbe ormai compromesso.
Le intercettazioni e il precedente fascicolo di Bari
L’attenzione degli inquirenti su Marchio Rossi non è nuova. Lo scorso anno, un’indagine della Procura di Bari sulle presunte mazzette alla Asl aveva portato alla luce un’intercettazione in cui l’allora vicepresidente della Provincia Bat avrebbe chiesto a un dirigente di consegnargli in anteprima un bando di gara, relativo – secondo quanto emerso – all’affidamento di due rotatorie. Gli atti erano stati successivamente trasmessi per competenza alla Procura di Trani, con cui è stato avviato un coordinamento investigativo.
Perquisizioni, sequestri e indagini ancora aperte
Nessuno, al momento, può affermare che esista un collegamento diretto tra la perquisizione disposta dalla Procura di Trani l’11 dicembre e il repulisti politico avviato dai vertici del Pd. «Non siamo a conoscenza di alcuna iniziativa giudiziaria sulle persone di cui parliamo, ma se sarà necessario a tutelarci prenderemo provvedimenti», hanno fatto sapere ambienti dem.
Nel corso delle operazioni, i finanzieri hanno passato al setaccio uffici, abitazioni e dispositivi informatici degli indagati, sequestrando documentazione, supporti digitali e anche somme di denaro, la cui rilevanza dovrà ora essere valutata dagli inquirenti. Gli indagati, attraverso i rispettivi difensori, potranno fornire chiarimenti e dimostrare la loro estraneità alle accuse.
L’inchiesta, aperta in primavera e tuttora in corso, potrebbe estendersi anche ad altri episodi simili, ipotizzando scambi di favori legati alla Provincia e al settore sanitario, avvenuti a ridosso delle elezioni regionali. Episodi che, secondo gli investigatori, potrebbero coinvolgere anche altri esponenti politici.












