La provincia di Foggia è attraversata da una profonda riconfigurazione del sistema turistico, che negli ultimi cinque anni ha modificato in modo significativo l’offerta di accoglienza e i modelli di fruizione del territorio. È quanto emerge dall’analisi Unioncamere-InfoCamere, aggiornata al 30 settembre 2025, diffusa dalla Camera di Commercio di Foggia.
Nel periodo compreso tra il 2021 e il 2025, il comparto degli alberghi e delle strutture ricettive tradizionali registra una contrazione anche in Capitanata. Le imprese attive scendono a 289, con una riduzione di 16 unità, pari a un calo del 5,2 per cento. Un dato che si inserisce in una tendenza nazionale più ampia, legata ai cambiamenti della domanda turistica e alla progressiva evoluzione delle abitudini di viaggio.
A fronte di questa flessione, si rafforza in maniera evidente la crescita del comparto extra-alberghiero, in particolare quello legato ai soggiorni brevi. In provincia di Foggia le imprese registrate in questo segmento raggiungono quota 590, con un incremento di 110 unità rispetto al 2021, pari a un aumento del 22,9 per cento. Una dinamica particolarmente marcata nelle località costiere e nelle aree a forte vocazione stagionale, dove la flessibilità dell’offerta risponde meglio alle nuove esigenze dei visitatori.
In questo scenario di trasformazione, il settore della ristorazione mostra segnali di tenuta accompagnati da una crescita moderata ma costante. Al 30 settembre 2025, in provincia di Foggia si contano 1.657 attività di ristorazione, con un aumento di 105 imprese rispetto al 2021, pari al 6,8 per cento. Un dato che conferma il ruolo centrale del comparto nel tessuto economico locale, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso turistico.
L’analisi complessiva degli ultimi cinque anni mette così in luce una divergenza sempre più netta tra il comparto alberghiero tradizionale, in progressiva riduzione, e quello degli alloggi per soggiorni brevi, in forte espansione. Una trasformazione strutturale che diventa particolarmente evidente nei momenti di picco della domanda, come il periodo natalizio, quando le aree a maggiore attrattività registrano una forte pressione sui servizi disponibili.
In questo contesto, la ristorazione si conferma uno dei pilastri dell’economia turistica della Capitanata, capace di adattarsi ai cambiamenti dell’offerta ricettiva e di sostenere l’attrattività del territorio. Un quadro che restituisce l’immagine di un turismo in evoluzione, chiamato ora a trovare un nuovo equilibrio tra qualità dell’accoglienza, sostenibilità e sviluppo economico locale.









