Durante il Consiglio comunale del 22 dicembre, le dichiarazioni dei consiglieri Ada Soccio e Vincenzo Ferullo hanno certificato una frattura politica profonda all’interno della maggioranza del sindaco Antonio Potenza, oggi sostenuta da un solo voto di scarto: il DUP – Documento Unico di Programmazione – è stato infatti approvato con 9 voti favorevoli e 8 contrari, evidenziando una tenuta numerica estremamente fragile.
Ada Soccio: revoca delle deleghe per ragioni politiche
Ada Soccio – in una nota divulgata alla stampa – ha chiarito che la revoca delle sue deleghe da vicesindaco e assessore non è legata a valutazioni amministrative, ma esclusivamente a un dissenso politico con il sindaco Potenza, nato dalla sua intenzione di candidarsi in una lista civica collegata a Decaro.
Soccio ha respinto ogni accusa di slealtà, rivendicando la propria legittimazione elettorale, l’esperienza maturata negli anni e la volontà di continuare a lavorare per Apricena in piena autonomia e trasparenza, senza interessi personali.
Ha quindi ufficializzato la sua adesione al nuovo gruppo consiliare “Apricena Futura”.
Vincenzo Ferullo: rottura politica e uscita dalla maggioranza
Vincenzo Ferullo ha annunciato formalmente le dimissioni da capogruppo di maggioranza di “Uniti per Cambiare”, denunciando una crescente distanza politica dalle scelte dell’esecutivo e dalla linea seguita dal sindaco.
Secondo Ferullo, il ritiro delle deleghe assessorili rappresenta il segnale definitivo di una incompatibilità politica ormai conclamata.
Per coerenza con il mandato ricevuto dai cittadini, ha quindi dichiarato l’uscita dal gruppo di maggioranza e, insieme ad Ada Soccio, la costituzione del nuovo gruppo consiliare “Apricena Futura”, di cui sarà capogruppo.
Una maggioranza numericamente debole
Il voto sul DUP – principale strumento strategico e operativo dell’ente, presupposto fondamentale per il Bilancio di Previsione e vero “contratto” politico con i cittadini – ha sancito nei numeri la crisi: 9 sì contro 8 no.
Un risultato che certifica come la maggioranza del sindaco Potenza sia ormai legata a un filo, dipendente di fatto da un solo voto, in un Consiglio comunale profondamente spaccato.










