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Home - Regione Puglia, la proclamazione slitta: plichi in ritardo a Foggia e Lecce. Natale di attesa

Regione Puglia, la proclamazione slitta: plichi in ritardo a Foggia e Lecce. Natale di attesa

Corte d’appello ancora senza tutti i verbali delle Regionali. Capoluogo dauno e città salentina le ultime a consegnare. Intanto cresce il pressing sulla riforma della legge elettorale

Di Redazione
23 Dicembre 2025
in Politica, Puglia
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L’iter per la proclamazione ufficiale del nuovo Consiglio regionale pugliese resta sospeso, bloccato da una consegna a rilento dei plichi elettorali. All’appello mancano ancora Foggia e Lecce, mentre Brindisi ha anticipato l’invio via mail, Bari è pronta a consegnare e la Bat ha chiuso le operazioni già il 15 dicembre. A battere tutti sul tempo è stata Taranto: l’ufficio centrale circoscrizionale del tribunale ionico è stato il primo a trasmettere i risultati delle elezioni regionali del 23 e 24 novembre.

Una situazione che, come ricostruisce Repubblica Bari, sta trasformando il Natale pugliese in una sorta di “via crucis” istituzionale, con la nuova legislatura ancora ferma al palo e cinquanta consiglieri, ufficiosamente eletti secondo Eligendo, in attesa della proclamazione ufficiale. Con loro anche i candidati rimasti fuori per pochi voti, pronti a valutare eventuali ricorsi.

Foggia e Lecce rallentano la procedura

Finché sulla scrivania dell’Ufficio centrale regionale presso la Corte d’appello di Bari non arriveranno tutti e sei i plichi, non sarà possibile proclamare eletto né Antonio Decaro come governatore né ufficializzare i consiglieri regionali. Il ritardo di Foggia e Lecce è in parte giustificato dai numeri: insieme contano 1.477 sezioni. Lecce da sola ne ha 825, distribuite in poco meno di cento Comuni.

Dal tribunale salentino fanno sapere che i plichi non arriveranno a Bari prima del 29 dicembre. Solo allora l’Ufficio regionale potrà avviare i conteggi definitivi.

Verbali incompleti e anomalie

Secondo quanto filtra da Lecce, restano da verificare tra i 55 e i 60 verbali. In diversi casi, nei Comuni di San Cesario, Alezio, Nardò, Novoli, Campi Salentina e Surbo, è stato necessario richiedere le tabelle di scrutinio perché i verbali non erano sufficienti a chiarire alcune anomalie. In altri casi mancavano del tutto, oppure risultavano allegati in bianco, frutto di una prassi errata che ha coinvolto alcuni presidenti di seggio.

Non sembra invece aver inciso in modo significativo la novità della doppia preferenza di genere. I problemi, sottolinea Repubblica Bari, sarebbero legati soprattutto alla scarsa qualità dei verbali e alla complessità di una legge elettorale che rende le verifiche lente e macchinose.

Tempi lunghi ma in linea col passato

Dai tribunali assicurano che il cronoprogramma non si discosta molto da quello di cinque anni fa. Nel 2020, con urne chiuse il 21 settembre, la proclamazione arrivò il 30 ottobre. Quest’anno, però, pesano le festività natalizie, che allungano ulteriormente i tempi. Anche quando tutti i plichi saranno a Bari, serviranno alcuni giorni per assegnare i cinquanta seggi, divisi tra maggioritario e proporzionale, tenendo conto dei cosiddetti resti.

Ricorsi e riforma elettorale

Nel frattempo sono arrivate le prime osservazioni da parte di alcuni candidati e potrebbero essere depositate le memorie delle liste Avs e Avanti Popolari, rimaste sotto la soglia di sbarramento. Una situazione che ha riportato in cima all’agenda del futuro governatore il tema della riforma della legge elettorale regionale, ritenuta ormai inadeguata.

Tra i dossier che affollano la vigilia della proclamazione, come evidenzia Repubblica Bari, c’è anche il rafforzamento dei controlli sulla spesa, sugli appalti e sulle assunzioni. L’idea di Decaro è esportare in Regione il modello già sperimentato al Comune di Bari, con particolare attenzione alle agenzie e alle società partecipate, imponendo procedure più stringenti e trasparenti.

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Tags: Antonio DecaroConsiglio regionaleCorte d'Appello di BariElezioni regionaliFoggiaLecceLegge elettoraleregione puglia
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