Non è solo un brindisi natalizio, ma un primo segnale politico. Antonio Decaro, neopresidente della Regione Puglia in attesa di proclamazione, sceglie Monopoli e non Bari per ritrovarsi con il suo campo largo, rompendo simbolicamente la liturgia degli auguri cittadini. Un incontro informale che diventa occasione per misurare il clima, rinsaldare rapporti e iniziare a delineare, lontano dai riflettori ufficiali, le priorità del nuovo corso regionale.
L’attesa, più lunga del previsto, per la proclamazione ufficiale sta diventando per l’ex sindaco di Bari un tempo prezioso per studiare dossier e approfondire criticità strutturali della Regione. Un lavoro silenzioso che, come ha raccontato Repubblica Bari, si sta traducendo in una serie di prese di posizione pubbliche su temi destinati a segnare l’agenda dei prossimi anni.
Affitti brevi e gentrificazione, la linea dura allo studio
La cornice scelta è stata l’inaugurazione del nuovo hotel Leon d’Oro, nel centro di Bari, occasione utile per rilanciare l’offensiva contro il fenomeno degli affitti brevi. Decaro guarda al modello toscano, rafforzato dal recente pronunciamento della Corte costituzionale che ha salvato le norme volute dalla giunta guidata da Eugenio Giani, respingendo i rilievi del governo Meloni.
«Sarebbe più opportuna una norma nazionale, senza toccare quello che è stato già realizzato e attivato, che dia la possibilità agli amministratori locali di poter indirizzare gli appartamenti in piattaforma per gli affitti brevi in alcune zone della città», ha spiegato Decaro, sottolineando la necessità di limitare il fenomeno nelle aree centrali. Accanto a lui Vito Leccese, sindaco di Bari, ha evidenziato il rischio concreto di una “bolla immobiliare” che sta rendendo sempre più difficile per i residenti trovare casa in affitto. Il tema è già entrato tra le priorità e non è escluso che possa tradursi in una legge regionale ad hoc.
Sanità, il nodo delle liste d’attesa
Il capitolo più delicato resta però quello della sanità. Liste d’attesa interminabili e pronto soccorso in affanno sono stati tra i temi più ricorrenti durante la campagna elettorale. Dopo l’intervento ad Atreju, alla manifestazione di Fratelli d’Italia, Decaro ha ribadito l’intenzione di istituire il Cup regionale unico e di tenere aperti i centri diagnostici fino alle 23, includendo sabati e domeniche.
Una linea che, come ricordato da Repubblica Bari, punta anche a importare modelli di eccellenza già sperimentati in altre regioni, per affrontare quella che il neopresidente considera un’emergenza non più rinviabile.
Emergenza idrica e uso delle acque affinate
Accanto alla sanità cresce l’allarme per la crisi idrica. L’ordinanza firmata dal governatore uscente Michele Emiliano, che vieta l’uso dell’acqua potabile per irrigare prati e giardini, ha portato l’emergenza acqua ai vertici delle priorità regionali. Decaro, però, guarda oltre la richiesta di risorse alle regioni vicine.
L’idea è puntare sull’utilizzo dell’acqua raccolta in Puglia attraverso i dissalatori, come quello di Taranto, e sull’affinamento delle acque reflue per uso irriguo. Una risorsa già disponibile ma spesso inutilizzata a causa di una normativa poco chiara che frena i consorzi di bonifica. Il tema è ora all’attenzione della Conferenza Stato-Regioni e potrebbe portare a una revisione delle regole, accompagnata dal finanziamento di nuove reti per evitare sprechi.
Riforme istituzionali e legge elettorale
Sul tavolo c’è infine una riforma di sistema. Decaro intende rimettere mano alla legge elettorale regionale per riequilibrare la rappresentanza di territori, partiti e coalizioni. Nel pacchetto anche la possibile modifica della legge Laricchia, che oggi impedisce ai candidati non eletti di essere nominati in enti e agenzie regionali.
Un tempo definiti con un termine brutale, nel lessico decariano diventano “appestati”. Un segnale, anche linguistico, di un cambio di passo che il neopresidente sembra voler imprimere fin dai primi giorni del suo mandato, ancora prima della proclamazione ufficiale.












