Tatiana Tramacere, scomparsa dal 24 novembre, è stata ritrovata nella tarda serata di ieri dai carabinieri in un’abitazione di Nardò. La giovane era nascosta in un abbaino raggiungibile dal terrazzo dell’edificio dove vive l’amico trentenne Dragos Ioan Gheormescu, ascoltato dagli investigatori prima e dopo il rintraccio della ragazza. Tatiana è stata poi accompagnata in ospedale per gli accertamenti e, nella notte, ha potuto riabbracciare la sua famiglia.
La versione dell’amico: “Mi ha chiesto lei di aiutarla”
Gheormescu ha raccontato ai carabinieri che sarebbe stata Tatiana a organizzare l’allontanamento e a chiedergli supporto. La giovane, secondo il racconto del trentenne, gli avrebbe confidato di essere giù di morale e di volersi isolare dal mondo per qualche giorno. Una ricostruzione che Tatiana stessa avrebbe confermato ai militari.
Il giovane ha riferito di aver tentato di convincerla a interrompere la fuga quando la vicenda aveva iniziato ad assumere grande rilevanza pubblica. Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato i due mentre si scambiano un bacio al parco Raho e poi mentre entrano insieme nella palazzina dove il ragazzo vive. Da quel momento, Tatiana non è stata più vista uscire.
Il ritrovamento e le condizioni di salute
Quando i carabinieri sono entrati in casa, la ragazza non era nell’appartamento. Si era nascosta al buio in un abbaino, dove è stata trovata poco dopo. “Non ho fatto niente”, avrebbe detto impaurita ai militari. Ieri notte, avvolta in alcune coperte, ha fatto rientro a casa, accolta dalla madre Ornella, dal padre Rino e dal fratello Vladimir, che hanno vissuto giorni di angoscia.
La giovane è stata portata al “Vito Fazzi” di Lecce per gli accertamenti clinici. “Le sue condizioni sono buone”, riferiscono dall’ospedale. Il legale della famiglia, Tommaso Valente, ha spiegato che potrebbero essere stati eseguiti anche test tossicologici per escludere che Tatiana abbia assunto sostanze o sia stata sedata contro la sua volontà. Al momento, però, le evidenze investigative non fanno emergere alcuna forma di costrizione.
L’inchiesta: escluso il sequestro, Dragos indagato per istigazione al suicidio
Gli investigatori hanno chiarito che tra i due esisteva una relazione e che Dragos non è stato destinatario di alcun provvedimento restrittivo. Il procuratore capo di Lecce, Giuseppe Capoccia, ha confermato che al momento il trentenne è indagato per istigazione al suicidio. L’ipotesi del sequestro non trova riscontro: le autorità rilevano che Tatiana avrebbe potuto utilizzare il cellulare o chiedere aiuto, ma non lo ha fatto.
Secondo gli investigatori, Dragos avrebbe semplicemente assecondato la volontà della giovane di allontanarsi. Il suo ruolo sarà chiarito definitivamente soltanto dalla stessa Tatiana, ritrovata sana e salva dopo undici giorni di ricerche e apprensione.













