Puglia Sky rischia di restare a terra prima ancora di decollare. L’ambizioso progetto della compagnia aerea “made in Puglia”, nato per collegare gli scali regionali con Roma, Milano Malpensa e — nelle intenzioni — anche con Monaco di Baviera, sta perdendo pezzi importanti. A rivelarlo è Telesveva, secondo cui l’imprenditore foggiano Antonio Salandra, considerato uno dei promotori della prima ora, avrebbe deciso di sfilarsi dal progetto.
Una marcia indietro pesante, perché Salandra — figura di primo piano nel settore delle energie alternative — era stato indicato come uno dei motori dell’iniziativa. La sua uscita ridisegna completamente la geografia della cordata e apre nuovi interrogativi: cosa farà ora l’altro imprenditore foggiano coinvolto, Mescia? Al momento nessuna conferma, nessuna smentita, solo una crescente sensazione di incertezza.
Governance in mano alla Finland Srl
Il timing rende tutto ancora più significativo. La notizia arriva infatti all’indomani della circolazione di una prima bozza di governance che vede, per ora, un solo socio: la Finland Srl, società dei fratelli Vito e Sebastiano Ladisa, imprenditori baresi impegnati nella ristorazione collettiva e nell’editoria, oggi anche nel calcio dopo l’ingresso nel Taranto FC.
Un quadro, quello della neonata Puglia Sky, che appare tutt’altro che stabile: silenzi, frenate, ripensamenti, cordate che — come osserva Telesveva — sembrano essersi “scordate”.
Un progetto nato con ambizione
L’idea del nuovo vettore regionale aveva inizialmente attirato curiosità e consensi: non solo collegamenti con Roma e Milano, ma anche la possibilità di acquisire la rotta per Monaco di Baviera, rimasta scoperta dopo il collasso della compagnia Lumiwings che volava dal Gino Lisa di Foggia.
Una prospettiva importante per uno scalo che ha combattuto a lungo per riconquistare un ruolo nel panorama nazionale, salvo poi ritrovarsi ancora una volta senza voli dopo il fallimento del vettore greco.
Il rebus: decollo o atterraggio definitivo?
La fuoriuscita di Salandra pesa. E pesa perché mina la credibilità di un progetto che si era presentato come solido, innovativo e sostenuto da imprenditori locali pronti a investire sul territorio. Ora, però, restano soprattutto dubbi. Puglia Sky è davvero pronta a decollare? O questa “fase di atterraggio” anticipata rischia di spegnere del tutto i motori? Una domanda che, almeno per ora, resta senza risposta.













