Un debito accumulato per anni, 148 fatture di energia elettrica e gas rimaste inspiegabilmente inevase e un decreto ingiuntivo che oggi pesa sulle casse comunali. È la ricostruzione fornita dai consiglieri di opposizione Massimiliano Ritucci (AgiAMO) e Antonio Tasso (Sipontum), che intervengono sul riconoscimento del debito fuori bilancio discusso nel Consiglio comunale del 25 novembre.
Secondo i due consiglieri, tra il 2012 e il 2014 il Comune non avrebbe pagato forniture per 227.233,38 euro alla società Edison Energia. Un “primo dato vergognoso”, lo definiscono. Nel frattempo Edison ha ceduto il credito a IFITALIA, che nel 2018 ha ottenuto dal Tribunale di Foggia un decreto ingiuntivo esecutivo: il Comune era obbligato a pagare, oltre agli interessi di mora e alle spese legali.
La precedente amministrazione, però, presentò un’opposizione giudicata “tardiva” e quindi respinta, con ulteriore aggravio di costi per l’Ente. “Dal 2021 l’Avvocatura comunale segnalava che bisognava pagare entro 120 giorni. Non è stato fatto nulla: un’azione da incoscienti”, attaccano Ritucci e Tasso.
“Profili di danno erariale: servono atti chiari alla Corte dei Conti”
Nel verbale del Collegio dei Revisori dei Conti emergerebbero elementi di “particolare gravità”: 25.575,23 euro tra interessi e spese legali, giudicati “oneri privi di utilità per l’Ente” e quindi potenzialmente configurabili come danno erariale.
Ritucci e Tasso insistono: non basta trasmettere i documenti alla Corte dei Conti. Serve una “denuncia dettagliata e circostanziata” per consentire alla Procura contabile di accertare eventuali omissioni o responsabilità maturate negli anni.
“Un Comune deve pagare i fornitori: credibilità a rischio”
I due esponenti dell’opposizione ribadiscono un principio fondamentale: “Un ente pubblico ha il dovere di pagare regolarmente i propri fornitori”. Nel caso di Manfredonia, dicono, 148 fatture lasciate inevase rappresentano “una condotta che mina la credibilità del Comune” e che può disincentivare imprese e operatori dal lavorare con l’Ente.
Non si tratta solo dei 25mila euro di interessi: “Gli errori, le omissioni o le negligenze non possono rimanere senza conseguenze. Chi causa un danno erariale è responsabile e deve pagare”.
“Chi sapeva? Chi doveva intervenire?”
La vicenda coinvolge una precisa finestra temporale: gli anni in cui maturarono i fatti. Ritucci e Tasso ricordano che all’epoca erano in carica un sindaco, un assessore, dirigenti, funzionari e segreterie politiche.
“È doveroso verificare chi sapeva, chi avrebbe dovuto intervenire e chi non ha esercitato i propri doveri”, affermano i consiglieri.
“La nuova amministrazione non ha colpe, ma ora servono rigore e trasparenza”
I due esponenti dell’opposizione chiariscono che la giunta insediatasi nel luglio 2024 “non ha responsabilità dirette”, ma ora ha il compito di gestire con rigore l’intero procedimento.
“L’obiettivo è tutelare l’Ente, ristabilire la fiducia dei cittadini e affermare un principio fondamentale: nella cosa pubblica gli errori non possono essere coperti né dimenticati. Le responsabilità vanno individuate, senza eccezioni”.











