Doveva essere “il tramonto” politico di Michele Emiliano, e invece le urne consegnano uno scenario opposto. Il governatore uscente esce rafforzato e porta in Consiglio regionale i suoi candidati più vicini con percentuali altissime, tali da ridisegnare la mappa dei rapporti di forza all’interno del centrosinistra e dei suoi partiti.
Il Pd primo partito in Puglia, Decaro vince nel capoluogo
Il Partito Democratico si conferma prima forza regionale, trainato anche dalla competizione interna fra Antonio Decaro ed Emiliano. Nella circoscrizione di Bari, Decaro porta a casa la sfida diretta: il suo fedelissimo Francesco Paolicelli supera quota 33mila preferenze, battendo Ubaldo Pagano, sostenuto dal governatore, fermo a 26mila. Paolicelli e Pagano erano indicati come i “mister preferenze”, ma la partita ha riservato sorprese.
Il blocco Emiliano: Matarrelli, Minerva e Piemontese trascinano il voto
Nel campo emilianista brillano tre nomi. Il più sorprendente è Toni Matarrelli, ex sindaco di Mesagne, che nella circoscrizione di Brindisi raccoglie oltre 24mila voti, risultato straordinario per un territorio meno ampio rispetto a Bari.
Altro successo per Stefano Minerva, ex sindaco di Gallipoli e considerato vicino sia a Emiliano che a Decaro, che supera i 31mila voti.
A Foggia, Raffaele Piemontese sfonda quota 30mila preferenze, confermando il peso del fronte emilianista nella Capitanata.
A completare il quadro, Elisabetta Vaccarella, assessora barese sostenuta dal parlamentare Marco Lacarra, ottiene oltre 26mila voti, contribuendo ulteriormente al risultato del Pd.
La lista Decaro Presidente vola al 12%
Decaro può rivendicare anche il risultato della sua lista civica, che supera il 12 per cento, segno di un consenso personale che va oltre i confini dem e che peserà nelle trattative con gli alleati, a partire dal Movimento 5 Stelle.
In caso di ingresso di Pagano in giunta o in altro incarico, la prima dei non eletti Lucia Parchitelli potrebbe entrare in Consiglio, come segnala Repubblica Bari.
Centrodestra, tregua solo apparente: Fitto contro Gemmato, Romito batte Marti
Nel centrodestra, Repubblica Bari evidenzia una situazione tutt’altro che pacificata. In Fratelli d’Italia, la sfida interna tra i fedelissimi di Raffaele Fitto e quelli del sottosegretario Marcello Gemmato premia questi ultimi: nella circoscrizione di Bari viene eletto Tommaso Scatigna con quasi 12mila voti, lasciando fuori per poche migliaia Domenico Damascelli, storico fittiano.
Gemmato commenta con toni soddisfatti: FdI “cresce in Puglia e raggiunge il primato di consensi nel Sud e nelle Isole”.
Nella Lega, la candidatura di servizio del senatore Roberto Marti, voluta più da Roma che dal territorio, non porta i risultati sperati: appena 2300 voti ottenuti anche grazie all’accordo con area Maurodinoia. A prevalere è il consigliere uscente Fabio Romito, che conquista oltre 17mila preferenze, imponendosi come il punto di riferimento del partito in provincia di Bari.
Uno scenario che ridisegna la politica pugliese
Il voto ridisegna dunque gli equilibri interni ai partiti e tra i leader della coalizione di centrosinistra. Emiliano non arretra, Decaro avanza, il Pd è il primo partito e il centrodestra esce dalle urne attraversato da tensioni che la tregua post-elettorale fatica a nascondere.












