Si cammina sopra i ponti, raramente si guarda sotto. Eppure basta affacciarsi per scoprire verità che fanno male. È quanto accaduto lungo la SP 60, dove le Guardie Ambientali Italiane hanno deciso di verificare cosa si nascondesse sotto il ponte che attraversa il torrente Candelaro. La scena che si sono trovate davanti è stata definita “vergognosa”: nel letto del corso d’acqua, completamente esposto, giace una quantità significativa di rifiuti abbandonati illegalmente. Un’area fluviale che dovrebbe essere tutelata, invece trasformata in un ricettacolo di degrado.
Il rischio delle piene e l’allarme ambientale
L’abbandono di rifiuti lungo i corsi d’acqua non è soltanto un’offesa al territorio, ma rappresenta un pericolo concreto. In caso di piena, quei materiali – plastica, ingombranti, scarti vari – possono diventare ostacoli, ostruire il deflusso, causare danni strutturali e finire trascinati fino al mare, contribuendo alla contaminazione dell’ecosistema marino. “Forse per molti è solo spazzatura, ma il rischio è enorme”, denunciano le Guardie Ambientali, ricordando che la tutela delle aree fluviali è un obbligo di legge e una responsabilità collettiva.

Manzella: “È il segno dell’inciviltà che fa paura”
A guidare il sopralluogo, Alessandro Manzella, responsabile delle Guardie Ambientali Italiane, che non ha nascosto il suo sdegno. “Sotto quel ponte non ci sono solo rifiuti”, ha dichiarato. “C’è il segno dell’inciviltà che fa male. Che fa paura”. Parole che descrivono l’amarezza di fronte a un gesto che, pur ripetuto nel tempo, non diventa mai meno grave: trasformare un luogo naturale in un deposito illegale, ignorando norme, rispetto e buon senso.
Le Guardie Ambientali hanno documentato la situazione e segnalato il caso alle autorità competenti, chiedendo interventi urgenti di bonifica e controlli più serrati, affinché il Candelaro e le sue sponde tornino a essere ciò che dovrebbero: un ambiente naturale e protetto, non una discarica a cielo aperto.












