Una comunità che si stringe attorno ai più fragili, trasformando la Giornata Mondiale dei Poveri in un momento di fede, condivisione e responsabilità. È lo spirito con cui la Chiesa di Foggia-Bovino ha celebrato oggi il Giubileo diocesano delle Caritas parrocchiali e il Giubileo dei Poveri, un appuntamento che ha unito volontari, operatori e famiglie in una mattinata intensa di preghiera e fraternità.
Le parole di Ferretti
La giornata si è aperta con la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo Giorgio Ferretti nella parrocchia Santi Guglielmo e Pellegrino. Durante l’omelia, il pastore della diocesi ha richiamato il senso profondo del servizio ai poveri: “Spesso non capiamo che i poveri sono anche la nostra famiglia. La parola assistenza è cancellata dal vocabolario dell’Arcidiocesi: al suo posto usiamo amicizia, fraternità, solidarietà, giustizia, carità, gratuità”.
Un monito chiaro, rivolto non solo ai volontari ma all’intera comunità cristiana. Ferretti ha poi rivolto un sentito ringraziamento a chi ogni giorno opera nelle Caritas parrocchiali: “Grazie per quello che fate: date da mangiare e da vestire. Ma ricordate che le Caritas non sono piccoli club di migliori, ma luoghi di evangelizzazione. Il povero si salva entrando nella comunità cristiana, ma il ricco si salva solo aiutando il povero. Solo così ci salviamo gli uni gli altri”.

Dono simbolico e fraternità
Al termine della celebrazione, l’Arcivescovo ha consegnato ai responsabili delle Caritas l’esortazione apostolica “Dilexi te” di Papa Leone XIV, un testo dedicato all’amore verso i poveri e alla missione della Chiesa.
La mattinata è poi proseguita negli spazi esterni della parrocchia, dove la Caritas diocesana Foggia-Bovino ha offerto un pranzo a poveri e indigenti del territorio, trasformando la condivisione del cibo in un momento di festa. Musica, sorrisi e danze hanno accompagnato il pranzo, in un clima di accoglienza e fraternità che ha rispecchiato lo spirito della giornata.
Una Chiesa che si fa casa
La celebrazione del Giubileo dei Poveri ha ribadito ancora una volta la volontà della Diocesi di mettere al centro le persone più fragili, coinvolgendo l’intera comunità in un percorso che unisce fede, giustizia e solidarietà.
Un messaggio che oggi, più che mai, risuona forte: la povertà non è un confine, ma un’occasione per costruire legami e ritrovare l’essenza del Vangelo.











