A pochi giorni dal voto regionale, torna al centro del dibattito l’emergenza idrica in Capitanata e il progetto del dissalatore AQP di Manfredonia, definito “elettorale” dal consigliere comunale di Foggia Pasquale Cataneo, che in una nota stampa ha denunciato l’immobilismo della politica e la mancanza di coerenza nella gestione delle risorse idriche in Puglia.
Cataneo: “Dopo vent’anni di gestione omogenea i problemi restano irrisolti”
“Ci sono questioni serie come l’emergenza idrica che interessa cittadini e sistema produttivo – ha dichiarato Pasquale Cataneo –. L’acqua e il suo ciclo integrato, come quello dei rifiuti, non sono né di destra né di sinistra, ma è innegabile che dopo vent’anni di gestione politicamente omogenea i risultati siano deludenti: i costi sono elevati, i problemi non risolti e i cicli poco integrati. I cittadini e le imprese pagano tanto, l’acqua non c’è e i rifiuti abbondano”.
Cataneo ha puntato il dito contro l’Acquedotto Pugliese, che ha annunciato la realizzazione di un nuovo dissalatore a Manfredonia proprio nel periodo pre-elettorale: “Il progetto – ha detto – si aggiunge a due interventi già finanziati con il Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020: uno da 6,4 milioni di euro per il riutilizzo delle acque reflue del depuratore sipontino e un altro da 8,5 milioni per il collettamento dei reflui delle marine. Entrambi sono fermi. È assurdo lanciare nuovi progetti quando quelli vecchi non sono mai partiti e il Comune di Manfredonia tace”.
“San Severo modello, ma a Foggia tutto fermo”
Il consigliere ha ricordato che, mentre la Regione e l’AQP hanno posto grande enfasi sul riuso dell’acqua affinata del depuratore di San Severo, inaugurato un mese fa e capace di fornire circa 3 milioni di metri cubi d’acqua irrigua alle aziende dell’Alto Tavoliere, “nulla si sa invece dell’impianto di affinamento del depuratore di Foggia, che potrebbe produrre fino a 13 milioni di metri cubi di acqua affinata all’anno, quattro volte quella di San Severo”.
“Se fosse stato realizzato quando il Consiglio comunale di Foggia lo chiese nel 2017 – ha aggiunto Cataneo – oggi avremmo potuto riutilizzare oltre 120 milioni di metri cubi d’acqua a scopo irriguo, conservando la stessa quantità negli invasi per l’uso potabile. A nulla sono serviti un Consiglio monotematico e la delibera del 2024: tutto è rimasto fermo”.
“Si accelerino le opere già finanziate”
Cataneo ha poi richiamato l’attenzione sui grandi progetti infrastrutturali in corso, come il “Tubone” Liscione-Occhito e i nuovi invasi di Palazzo d’Ascoli e Piano dei Limiti, che richiedono tempi e costi elevati. “Chiediamo ai consiglieri regionali uscenti – ha concluso – perché non hanno fatto altrettanto per accelerare le opere già finanziate a Manfredonia e quelle da finanziare a Foggia e San Giovanni Rotondo. Si tratta di interventi che, con tempi e costi molto più contenuti, potrebbero dare un contributo concreto alla crisi idrica della Capitanata e migliorare anche la qualità delle acque e dell’ambiente”.









