La terza sezione della Corte d’Appello di Bari ha ridotto le pene per i tre giovani foggiani riconosciuti colpevoli del violento pestaggio di Noureddine Ennil, marocchino di 41 anni aggredito nella notte tra il 22 e il 23 giugno 2023 in piazza Mercato, nel cuore della movida di Foggia. Le condanne complessive passano da 35 anni e 4 mesi in primo grado a 24 anni e 7 mesi, dopo che le difese hanno concordato con la Procura generale una riduzione delle pene.
Le nuove condanne
La Corte ha inflitto 10 anni di reclusione a Raffaele Palladino, 21 anni, contro i 14 decisi in primo grado; 7 anni e 9 mesi a Luigi Cognetti, coetaneo, (erano 11 anni e 4 mesi); 6 anni e 10 mesi a Matteo Gesualdo, 22 anni, (erano 10). Tutti dovranno risarcire i danni alla vittima. L’aggressione, ripresa da telecamere e telefonini, fu di una violenza inaudita: Ennil venne picchiato, insultato, deriso e persino seviziato con una sigaretta spenta sul petto. Rimase a terra esanime, soccorso solo grazie all’intervento di alcuni passanti.
Un pestaggio brutale e gratuito
Secondo le ricostruzioni investigative, Ennil fu avvicinato da uno dei due minori coinvolti e colpito con un pugno al volto. Subito dopo intervenne Palladino che lo ferì con una sedia. Cognetti e Gesualdo lo colpirono ripetutamente a calci, anche quando era già privo di sensi. Uno dei ragazzi minorenni filmò tutta la scena, mentre gli altri ridevano e sputavano sul corpo del marocchino. Un passante tentò di aiutarlo, ma la furia del branco riprese: “Era esanime – scrisse il giudice di primo grado – quando Palladino gli sferrò un calcio alla testa e spense una sigaretta sull’addome”.
La posizione dei minori e le attenuanti
I tre maggiorenni furono arrestati il 27 luglio 2023: Palladino è tuttora in carcere, mentre Cognetti e Gesualdo si trovano ai domiciliari. Nell’inchiesta finirono anche due ex minori, anch’essi arrestati e condannati a 10 anni in primo grado, pena ridotta a 8 in appello. Gli avvocati hanno rinunciato ai principali motivi d’appello – tra cui la derubricazione del tentato omicidio in lesioni e la richiesta di assoluzione per la presunta rapina di una collanina e un cappellino – ottenendo in cambio il riconoscimento delle attenuanti generiche.
La tesi della Procura regge: fu tentato omicidio
Anche in appello è stata confermata la qualificazione del reato come tentato omicidio aggravato da motivi abietti e sevizie. Secondo la Procura di Foggia, il pestaggio avrebbe potuto avere esiti mortali “per la reiterazione dei colpi e per le zone vitali colpite”. Il gup di Foggia, nella sentenza del 21 novembre 2024, aveva sottolineato che la vittima riportò “lesioni potenzialmente idonee a causarne la morte” e che la violenza si fermò solo “grazie all’intervento dei passanti e della polizia”.
Le immagini di piazza Mercato, i video dei cellulari e le testimonianze hanno reso impossibile per gli imputati negare le proprie responsabilità. Per il giudice, il pestaggio fu “un impiego di forza tanto brutale e incongruo quanto debordante, ai danni di uno sconosciuto che non aveva manifestato alcuna aggressività”.









