Un’associazione criminale “di carattere paramilitare”, organizzata per compiere assalti ai bancomat in tutto il Nord Italia. Così la definisce il giudice per le indagini preliminari di Cremona nell’ordinanza che ha portato all’arresto di sei uomini, tutti pregiudicati di età compresa tra 40 e 61 anni, due dei quali domiciliati nel Cremonese ma originari della provincia di Foggia, e altri quattro residenti nel Foggiano.
L’operazione è stata condotta all’alba del 6 novembre dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Cremona, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia.
Una struttura militare e colpi in serie
Secondo le indagini, la banda agiva con metodi militari, pianificando nei dettagli ogni assalto: ruoli precisi, turni di sorveglianza, uso di auto rubate e ordigni esplosivi artigianali — le cosiddette “marmotte” — per far saltare gli sportelli automatici.
Uno dei componenti, già coinvolto nel 2017 in un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine durante un assalto in Puglia, avrebbe avuto il compito di gestire la logistica e il trasporto del denaro rubato.
Le indagini sono partite dopo il tentato furto al bancomat della Cassa Padana BCC di Cella Dati (Cremona) nella notte del 1° febbraio 2025, quando due ordigni artigianali fecero esplodere lo sportello senza però permettere ai malviventi di fuggire con il bottino.
Intercettazioni e pedinamenti
Attraverso intercettazioni telefoniche e ambientali, pedinamenti e l’analisi dei tabulati telefonici, gli investigatori hanno ricostruito una lunga serie di spostamenti e individuato altri quattro colpi: tre tentativi falliti tra Casalbellotto, Casalmaggiore e una casa di cura nel Veronese, e uno riuscito a San Marino, lo scorso maggio.
In quell’occasione, utilizzando un’auto rubata a Rimini, la banda riuscì a portar via la cassaforte contenente 45mila euro.
Sei arresti e un ricercato
I carabinieri hanno fermato i sei componenti del gruppo all’alba di ieri, mentre un settimo uomo è ancora ricercato.
L’inchiesta, che ha coinvolto anche i reparti investigativi di Foggia, conferma ancora una volta il radicamento della criminalità foggiana nel Nord Italia e la sua capacità di organizzarsi in cellule operative per compiere assalti con tecniche sofisticate e violente.
Le accuse, per tutti, sono di associazione per delinquere, tentato furto aggravato, detenzione di esplosivi e ricettazione.








