“Può sembrare un controsenso, ma nel dolore della morte incontriamo Dio. Lui stesso, per tre giorni, ha sperimentato il buio, il freddo e il silenzio della morte. Ma la morte non ha avuto l’ultima parola”. Con queste parole monsignor Giorgio Ferretti, arcivescovo di Foggia-Bovino, ha aperto questa mattina la sua omelia durante la tradizionale messa in suffragio di tutti i fedeli defunti, celebrata nel piazzale antistante il Sacrario Militare del cimitero comunale di Foggia.
Alla cerimonia hanno preso parte anche le autorità civili e militari, che insieme al presule hanno deposto una corona d’alloro in memoria delle vittime della guerra e dei bombardamenti che colpirono la città durante il secondo conflitto mondiale.
“Questo luogo profuma di pace”
Durante l’omelia, monsignor Ferretti ha invitato i presenti a guardare al cimitero non come a un luogo di tristezza, ma come a uno spazio di speranza e riconciliazione. “Questo luogo non puzza di morte. Profuma di pace”, ha detto. “Quando si incontra qualcuno al cimitero lo si saluta, si sorride. Eppure, quando siamo nelle strade delle nostre città, questo comportamento sembra svanire”.
Un richiamo, quello dell’arcivescovo, alla necessità di portare nella quotidianità lo stesso spirito di rispetto e serenità che si respira tra le tombe: “Ricordiamoci del profumo di pace che viviamo qui, quando veniamo a ricordare i nostri cari. Custodiamolo per viverlo anche nelle nostre giornate”.
Il monito contro la guerra
Nelle ultime parole della celebrazione, monsignor Ferretti ha rivolto un pensiero alle vittime dei bombardamenti del 1943, le cui tombe si trovano proprio all’interno del Sacrario. “I luoghi che puzzano di morte sono quelli creati dall’orrore della guerra. Al suo interno ci sono anche tombe di bambini. Vi invito a scendere qui sotto, a pregare per queste anime e a comprendere quanto orribili siano i conflitti”.














