476 giorni, tanto dovrà durare il cantiere del Teatro Mediterraneo per completare l’esecuzione di importanti lavori di adeguamento e di rifunzionalizzazione dello spazio dell’anfiteatro che avrà nella sua configurazione finale 3300 posti, più di quelli che aveva al momento della chiusura.
L’assessore Pino Galasso assicura una nuova funzione e nuovi servizi, con un rinnovato livello di efficienza sonora dell’anfiteatro. Grande attenzione è stata posta proprio sugli impianti.
Già dalla primavera e dall’estate del 2027 si potranno rivedere spettacoli e concerti. Per la riapertura l’amministrazione Episcopo cerca un grande evento di richiamo nazionale e internazionale sul palcoscenico che ospitò Bob Dylan.
Questa mattina tecnici, assessori , la sindaca Episcopo e la maggioranza del campo largo progressista hanno percorso gli ambienti del teatro completamente da rifare, così come è stato sottolineato dal progettista l’architetto Augusto Marasco.
“Io sono convinto che Foggia la città capoluogo debba avere e riprendere dossier chiusi da troppo tempo. Una città come la nostra non poteva avere un anfiteatro pubblico così grande chiuso da 18 anni. Se i nostri figli vogliono andare a vedere un concerto devono sempre spostarsi a Bari, Pescara, Napoli o a Roma. Qui c’è un finanziamento diretto della Regione Puglia che abbiamo voluto indirizzare su Foggia di oltre 6 milioni di euro per ridare vita all’anfiteatro. L’amministrazione è riuscita a tenere tutti i tempi. Ci rivedremo tra 18 mesi per inaugurare. La Regione investe non a chiacchiere ma con fatti concreti”, ha detto l’assessore e vicepresidente regionale Raffaele Piemontese.
Entusiasta la sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo: “Dopo anni di abbandono, di degrado e vandalizzazione, è stato depredato tutto il possibile e l’inimmaginabile, svelare questo organigramma di cantiere e dare una visione concreta all’avvio dei lavori è una emozione grande. Un teatro non è solo un luogo in cui si suona, si canta o ci si intrattiene, è un luogo in cui viene espresso il sapore di un popolo, la propria cifra culturale. La tecnostruttura assume anche la direzione dei lavori ed operativa”.








