Mattinata di tensione e rabbia davanti ai cancelli dello stabilimento FPT ex Sofim della zona ASI di Foggia, dove si è tenuto un sit-in di protesta dei lavoratori della Servizitaliani srl, la società che gestisce il servizio di pulizia per l’azienda. Tutti gli 81 dipendenti sono stati licenziati con una comunicazione via pec, recapitata ieri, con la motivazione di “giustificato motivo oggettivo”.
Una decisione che ha colto di sorpresa lavoratori e sindacati, gettando nella disperazione decine di famiglie. “Ottantuno famiglie si ritrovano oggi in mezzo a una strada, senza alcuna reale motivazione”, hanno scandito i manifestanti durante il presidio organizzato dalle sigle sindacali FILCAMS Cgil, FISASCAT Cisl e UILTRASPORTI Uil, rappresentate rispettivamente dai segretari Villani, Farino e Montereale.
“Un atto illegittimo che impugneremo subito”
I sindacati definiscono la decisione della società “un atto illegittimo che viola ogni norma sui licenziamenti collettivi” e annunciano battaglia legale. “Impugneremo immediatamente i licenziamenti attraverso i nostri legali – affermano –. È un comportamento inspiegabile, che getta nel dramma più profondo 81 famiglie del Foggiano”.
“FPT intervenga per salvare i posti di lavoro”
Le organizzazioni sindacali chiedono un intervento diretto di FPT, ex Iveco-FIAT, per scongiurare la perdita dei posti di lavoro. “Lo stabilimento non può continuare la produzione senza il servizio di pulizie. Da oggi saremo in presidio permanente dinanzi ai cancelli finché non arriveranno risposte concrete”, spiegano Villani, Farino e Montereale.
“Sconcerto e rabbia, ma non ci fermeremo”
Il clima davanti ai cancelli è di profondo sconcerto e amarezza. I lavoratori, molti dei quali con anzianità ventennale, parlano di “decisione improvvisa, arrivata senza alcun preavviso né confronto”. “Non ci fermeremo – assicurano i sindacati – daremo battaglia con tutti gli strumenti legittimi per ottenere giustizia e il reintegro dei lavoratori”.












