Dal centro antiveleni Puglia, che ha sede presso il policlinico di Foggia, parte un progetto pilota sui chemical (prodotti chimici) e la tossicologia di genere. “È un progetto, finanziato dalla regione Puglia, che stiamo seguendo al centro antiveleni che ha raccolto i dati a livello nazionale – ha sottolineato la responsabile Anna Lepore nel corso del XV convegno di tossicologia clinica in corso presso il policlinico di Foggia -. Dallo studio è emerso che c’è una tossicologia di genere. Abbiamo notato un’esposizione, soprattutto nell’utilizzo di prodotti chimici, maggiormente da parte delle donne rispetto agli uomini. Questo ci induce ad elaborare un approccio terapeutico diagnostico mirato, che ci possa portare a sua volta ad una maggiore aderenza terapeutica, perchè conoscendo queste differenze possiamo, a livello di trattamento farmacologico, agire in maniera differente a seconda del sesso. Rientra nel quadro della medicina di genere dove si punta alla personalizzazione delle cure”.
Il Centro Antiveleni di Puglia, oltre alle attività di ricerca svolte in collaborazione con gli altri centri antiveleni nazionali, con l’Istituto Superiore di Sanità, il Ministero della Salute e le Università, ha presentato i risultati del progetto curato dal ricercatore Leonardo Pennisi, che ha sottolineato come “l’attività del centro antiveleni abbia portato ad una riduzione degli accessi in pronto soccorso da parte degli intossicati”. “Attraverso i dati statistico-epidemiologici è possibile evidenziare differenze di genere che suggeriscono l’importanza di un approccio non unidirezionale a tutti i livelli del management del paziente intossicato” – dichiara il commissario straordinario del Policlinico Foggia, Giuseppe Pasqualone. (Ansa)









