La consigliera uscente ed ex assessora regionale al Welfare Rosa Barone, forte della sua deroga per il terzo mandato, il vicesindaco di San Giovanni Rotondo Michele Longo, il legale ed ex candidato sindaco del campo largo Angelo Pasquale Masucci, la cerignolana ambientalista Laura Valentino, l’eletto sipontino Gianluca Totaro, l’imprenditore foggiano Stefano Santangelo tra gli ideatori del fortunato Festival del Nerd e l’imprenditrice ed ex assessora comunale foggiana Giusy Albano.
Sarà questa la lista del M5S, che correrà al consiglio regionale nella grande coalizione del candidato presidente Antonio Decaro. Una lista conquistata con i denti dal coordinatore Mario Furore.
Ieri infatti nel Gruppo Territoriale foggiano, guidato da Giovanni Buononato, come raccontano fonti interne, è scoppiato il caos dopo la notizia data dal coordinatore regionale Leonardo Donno di una possibile candidatura anche a Foggia del super big Aldo Patruno, già influente dirigente per tutta l’epoca di Emiliano alla Cultura e al Turismo, inventore di mille misure e tante politiche di successo per il territorio regionale.
Patruno, uomo dalla profonda intelligenza, avrebbe potuto essere candidato in tre province: Bari, Bat e Foggia. Da capolista. Ma sarà un pentastellato solo nella Bat e a Bari, dopo il fortissimo diniego arrivato da Foggia, con tanto di proteste che sono arrivate fino al presidente Giuseppe Conte. Se fosse stato candidato anche in Capitanata gli sarebbe stato sacrificato Stefano Santangelo, difeso a spada tratta dal GT.
Le scelte di Furore sono state quasi obbligate per quel che concerne la lista. I requisiti richiesti dal MoVimento, che includono l’essere stati già candidati ad un consiglio comunale, hanno tagliato fuori tanti possibili alternative. I tre nomi pescati dalla società civile sono il tentativo di allargare il consenso. Carla Giuliano scommette su Masucci, che potrebbe essere la vera sorpresa.
Albano, che si è avvicinata da tempo al MoVimento, è un’opzione trasversale, non quantificabile sulla carta, ma non in competizione con Barone. Il suo nome, come spiegano dal GT, potrebbe essere un argine al possibile consenso di Nicola Gatta, in ambiti imprenditoriali, che l’ex sindaco di Candela potrebbe ottenere anche grazie ai buoni uffici della senatrice Annamaria Fallucchi.










