Un gesto estremo, forse simbolico, ma che riaccende il dibattito sulle sue condizioni di salute e sulla compatibilità con la detenzione. Eugenio Palermiti senior, 70 anni, storico boss del quartiere Japigia di Bari e ritenuto al vertice del clan Parisi-Palermiti, ha tentato di togliersi la vita nel reparto detenuti del carcere Lorusso e Cutugno di Torino, dove è ricoverato e costantemente sorvegliato tramite telecamere della polizia penitenziaria.
Come riportato da la Repubblica Bari, sono stati gli agenti a intervenire tempestivamente dopo aver notato in diretta il detenuto con una traversa da letto stretta intorno al collo. L’allarme è scattato immediatamente, scongiurando conseguenze gravi. Gli inquirenti ipotizzano che si sia trattato di un gesto più dimostrativo che finalizzato a togliersi la vita, ma l’episodio ha avuto un forte impatto all’interno dell’istituto penitenziario.
Condannato a 11 anni nel processo “Codice interno”
Palermiti è stato condannato a 11 anni di reclusione con sentenza del giudice Giuseppe De Salvatore, al termine del processo “Codice interno”, che ha accertato l’esistenza di un’associazione mafiosa operante nel quartiere Japigia. Secondo la Dda di Bari, Palermiti è il promotore dell’organizzazione criminale insieme all’altro storico capoclan Savino Parisi.
Condannati anche il figlio Giovanni Palermiti e il cognato Filippo Mineccia, mentre il nipote ventunenne Eugenio Palermiti junior è detenuto in attesa della sentenza per la tragica notte del 22 settembre 2024 alla discoteca Bahia di Molfetta, in cui fu uccisa la 19enne Antonella Lopez.
Le istanze dei legali e la richiesta di domiciliari
Già in passato, il boss aveva ottenuto più volte gli arresti domiciliari proprio per le sue condizioni di salute. Dopo l’arresto nel febbraio 2024 nell’ambito del blitz “Codice interno”, i suoi avvocati avevano presentato nuove istanze per chiedere la scarcerazione, sostenendo l’incompatibilità con il regime carcerario.
Il tentativo di suicidio, avvenuto nei giorni scorsi, potrebbe ora rafforzare la posizione della difesa, che mira a dimostrare l’impossibilità di garantire cure adeguate all’interno del carcere.
Sorveglianza continua nel penitenziario torinese
Attualmente Palermiti si trova ancora nel reparto detenuti dell’ospedale penitenziario torinese, sotto sorveglianza continua della polizia penitenziaria. Le autorità giudiziarie e il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria stanno valutando il suo stato clinico e le misure da adottare.











