Le segreterie territoriali e aziendali di Filt Cgil Foggia-Bat e Faisa Cisal Foggia hanno inviato una richiesta formale ad Ataf SpA per la riapertura immediata del tavolo negoziale relativo alla contrattazione di secondo livello. La richiesta, datata 10 ottobre 2025, è stata indirizzata al presidente del Cda Domenico Morsuillo, alla responsabile delle risorse umane Stefania Piarullo e al direttore di esercizio Leonardo Ciuffreda, con copia alla sindaca di Foggia Maria Aida Episcopo e all’assessore alle partecipate Davide Emanuele.
“Serve una convocazione urgente per evitare tagli agli stipendi”
I sindacati ricordano che il verbale d’incontro del 15 settembre 2025, firmato in Comune alla presenza delle massime autorità cittadine, prevedeva la celere ripresa delle trattative per definire un accordo “migliorativo sotto il profilo economico e normativo” entro il 31 dicembre 2025, data di scadenza della proroga dell’attuale intesa. Tale impegno, spiegano le sigle, era stato assunto dopo il pieno riconoscimento della copertura finanziaria di 1.621.219,58 euro, come attestato nella delibera comunale n. 137 del 30 luglio 2025, ritenuta sufficiente a sostenere il nuovo accordo.
Filt Cgil e Faisa Cisal sottolineano con forza “la necessità di evitare il rischio, sempre più tangibile, di una decurtazione economica diretta sugli stipendi dei lavoratori”, evidenziando che “una tale eventualità rappresenterebbe un pregiudizio inaccettabile per il potere d’acquisto e la dignità del personale, minando la serenità e la produttività dell’intero contesto lavorativo”.
Pronti alla mobilitazione se l’azienda non risponde
Le organizzazioni sindacali, rappresentate da Fabio Lapalorcia, Vincenzo Delli Carri, Alessandro Noceti e Antonio Tuand, avvertono che, in assenza di una convocazione tempestiva, “saranno riattivate le procedure sindacali del caso, riservandosi ogni iniziativa necessaria”.
La richiesta arriva in un momento cruciale per la municipalizzata dei trasporti foggiana, chiamata a garantire stabilità contrattuale e prospettive certe al proprio personale dopo mesi di tensione e trattative interrotte.












