Una chiamata al telefono fisso, dall’apparenza ufficiale, ha trasformato una serata qualunque in un incubo per Antonio, imprenditore agricolo, e sua moglie Maria (nomi di fantasia), insegnante. I malviventi si sono presentati come carabinieri e hanno riferito di una rapina avvenuta il giorno prima in una gioielleria di Bari: l’auto usata dai presunti ladri, hanno detto, aveva una targa riconducibile al loro veicolo.
Convinti di trovarsi davanti a operatori dell’Arma, i coniugi hanno seguito le istruzioni ricevute al telefono: mantenere la linea aperta, recarsi in caserma per chiarire la posizione e non interrompere i contatti perché la conversazione era “registrata” e l’indagine in corso.
La finta videochiamata e la richiesta dei gioielli
La messinscena è proseguita con i truffatori che hanno contattato Maria e le hanno proposto una videochiamata in cui compariva il logo dei carabinieri e la figura di un presunto maresciallo. Le hanno chiesto di mettere contanti e gioielli su un asciugamano bianco, sostenendo che erano necessari controlli sulle matricole per stabilire se il materiale fosse provento di furto.
Mentre Antonio veniva instradato dai falsi “militari” a spostarsi verso altri comandi, Maria è stata indotta a consegnare due pacchi: uno direttamente a un uomo che si è intrufolato in casa con fare disinvolto, l’altro lasciato in un punto concordato presso un supermercato, sempre sotto la supervisione telefonica dei truffatori.
Confusione, paura e la scoperta della truffa
“Ci hanno tenuti al telefono per ore, con istruzioni precise e toni autorevoli”, racconta Antonio. Solo quando è riuscito a parlare con i veri carabinieri si è reso conto della truffa. Nel frattempo la moglie ha avuto un malore per lo shock e, una volta rientrato, l’uomo ha trovato la casa svuotata di quanto appena consegnato.
La dinamica, raccontata dalla coppia, rivela una recita ben orchestrata: numeri telefonici fasulli, videochiamate con loghi istituzionali contraffatti, richieste tecniche e ripetute pressioni verbali per ottenere il massimo risultato in breve tempo.
La denuncia e l’appello alle autorità
I coniugi hanno sporto denuncia e le indagini sono in corso: gli inquirenti stanno analizzando gli elementi raccolti per risalire agli autori della truffa, ormai sempre più frequente con simili modalità.
Le forze dell’ordine ribadiscono un invito alla prudenza: “Nessun carabiniere chiede mai denaro o gioielli telefonicamente per presunti controlli”. Ai cittadini si raccomanda di verificare sempre l’identità di chi chiama, preferire il contatto diretto con la stazione locale e non seguire istruzioni che prevedano consegne di oggetti o denaro su richiesta telefonica.
“Non siamo ingenui”
“Non siamo anziani, non siamo ingenui”, dice Antonio con amarezza. “Ci hanno convinti con una recita perfetta. In pochi minuti hanno tolto la nostra sicurezza”. Un monito che vale per tutti: l’attenzione e la verifica sono le prime difese contro chi, con mestiere e freddezza, si spaccia per istituzione per derubare famiglie.









