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Home - Pagava la scuola per poter lavorare: la denuncia shock di una docente di Foggia

Pagava la scuola per poter lavorare: la denuncia shock di una docente di Foggia

Per dieci anni avrebbe restituito 600 euro dei 900 di stipendio ai titolari di un istituto paritario per ottenere punteggio e restare in graduatoria. "Era l’unico modo per insegnare", racconta la donna a Repubblica Bari

Di Redazione
4 Ottobre 2025
in Cronaca, Foggia
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Per dieci anni una docente oggi 43enne avrebbe versato “sotto banco” ai titolari della scuola paritaria in cui lavorava a Foggia 600 euro dei 900 del suo stipendio perché, dice a Repubblica Bari, era il modo più semplice per accumulare punteggio utile per la cattedra. Il senso – evidenzia il quotidiano – era: qualche anno di trafila nella scuola paritaria e in cambio i 12 punti all’anno che le sarebbero valsi la prima fascia in graduatoria. Aveva poco più di vent’anni ed era convinta che quei sacrifici sarebbero durati poco. “Poi gli anni sono passati — dice la docente — e sono rimasta incastrata”. Il suo non sarebbe un caso isolato. Solo nella prima scuola in cui ha insegnato – racconta al quotidiano – erano in tre nella stessa situazione.

“Una è stata licenziata perché incinta — dice — Sono in tanti a lavorare anche molti anni nelle private pur di accumulare punteggio. Il problema è che se ne parla poco. E così anche delle ingiustizie”. La donna non ha mai denunciato: “Temevo che, essendo le titolari molto conosciute in città, non mi avrebbero più fatto lavorare”.

A Repubblica racconta che quando è rimasta incinta le avrebbero anche rinfacciato che i patti al momento dell’assunzione non contemplavano gravidanze. Lavorava tutti i giorni dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 14, circa 35 ore settimanali. “Formalmente ero insegnante — spiega — ma all’occorrenza facevo anche la collaboratrice scolastica e perfino l’idraulico”. Dopo otto anni ha lasciato ed è passata a un’altra scuola paritaria, sempre a Foggia. Stavolta per 400 euro al mese, avendo iscritto lì sua figlia: accordo che la esonerava dal pagare la retta. Ha resistito due anni, lavorando tutti i mesi tranne agosto. Nel frattempo le arrivavano offerte per supplenze brevi nella scuola statale. E a settembre ha ottenuto una supplenza annuale in una scuola dell’infanzia della sua città. (Ansa)

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Tags: BaridenunciadocenteFoggiagraduatorieinsegnantilavoro neroprecariatoRepubblica Bariscuola paritaria
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