Nuovo presidio pacifista pro Palestina da parte del Coordinamento per la Pace di Capitanata. Questa volta davanti al Policlinico Riuniti di Foggia all’ingresso di Via Pinto gli attivisti hanno manifestato e sollecitato la cittadinanza per il boicottaggio alla multinazionale del farmaco generico israeliana TEVA.
TEVA, come ha spiegato la dottoressa Filomena Sportelli, è oggetto di boicottaggio perché trae profitti illeciti dal mercato vincolato imposto da un sistema di occupazione che la rende monopolista.
“È attivamente coinvolta nella mattanza in corso a Gaza con forniture e con incessanti campagne di immagine a favore dell’ esercito e di Israele”.
Teva produce circa un quarto dei farmaci equivalenti in commercio. Il loro portfolio copre quasi tutte le aree terapeutiche, tra cui apparato gastrointestinale, sistema cardiovascolare, sistema nervoso, sistema respiratorio, sistema dermatologico, genito-urinario solo per citarne alcuni.
Il presidio, che la direzione generale del Policlinico non ha voluto sul proprio spazio privato, invita a boicottare Teva e le controllate Dorom, Ratiopharm, Cephalon chiedendo ai medici di non prescrivere farmaci di questi marchi, ai farmacisti di non venderli, ai cittadini di chiedere prodotti alternativi e a tutti di dare diffusione alla campagna.
Il professor La Porta ha anche sottolineato l’iniziativa del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che ha inviato una lettera a tutti i dirigenti e dipendenti della Regione, delle sue agenzie e società partecipate, invitandoli ad interrompere i rapporti con il governo di Netanyahu.
Anche la sanità è regionale, pertanto spiega La Porta, il Policlinico dovrebbe rispettare la disposizione del governatore.
“A causa del genocidio di inermi palestinesi in atto da parte del Governo Netanyahu, da oggi vi invito ad interrompere ogni rapporto di qualunque natura con i rappresentanti istituzionali del suddetto Governo e con tutti quei soggetti ad esso riconducibili che non siano apertamente e dichiaratamente motivati dalla volontà di organizzare iniziative per far cessare il massacro dei palestinesi nella striscia di Gaza”, aveva scritto Emiliano.









