Dopo la bocciatura in Consiglio regionale del ripristino del trattamento di fine mandato, riportata anche dal nostro giornale nell’articolo “Consiglio regionale, bocciato il ripristino del trattamento di fine mandato”, arriva la replica del consigliere Napoleone Cera, che interviene per chiarire il proprio ruolo nella vicenda.
“Firma ritirata prima della discussione”
Cera definisce “falsa” la notizia della sua adesione all’emendamento, specificando che la firma era stata ritirata prima della discussione in aula. Secondo quanto riferito, il consigliere avrebbe apposto la propria firma soltanto mesi fa, in occasione di un’iniziativa che aveva come unico obiettivo quello di “far venir meno il numero legale e mettere in evidenza la fragilità della maggioranza”. “Trattavasi dunque di un espediente squisitamente politico”, ha dichiarato Cera.
“Nessun effetto sul Tfm”
Il consigliere regionale chiarisce inoltre che, anche in caso di approvazione, l’atto non avrebbe comportato automaticamente la reintroduzione del Tfm. “È noto che l’atto, ove approvato, non avrebbe assolutamente avuto l’effetto di introdurre il Tfm in quanto, dopo l’abolizione per legge del vitalizio, questo istituto andrebbe dettagliatamente disciplinato”, ha sottolineato, respingendo le accuse di chi parla di un tentativo di tornare ai trattamenti aboliti nel 2012.
“Basta mistificazioni”
Cera infine invita le testate a rettificare quanto pubblicato, parlando apertamente di “mistificazione della realtà” e accusando chi lo attacca di voler fare “demagogia e populismo” a spese della sua persona.












