Anche quest’anno la Camera Penale di Capitanata “Achille Iannarelli”, guidata dall’avvocato G. Massimiliano Mari, ha partecipato all’iniziativa nazionale “Ristretti in Agosto”, promossa dall’Osservatorio Carceri dell’Unione delle Camere Penali Italiane. Tra fine agosto e i primi giorni di settembre sono stati visitati gli istituti di pena di Foggia, Lucera e San Severo, con l’obiettivo di verificare le condizioni di vita dei detenuti e la funzionalità delle strutture.
Foggia, numeri da emergenza
La prima tappa è stata la Casa Circondariale di Foggia, dove la delegazione composta dagli avvocati Mari, Chiara Russo, Antonietta De Carlo, Pierluigi Favino e Giovanni Quarticelli ha riscontrato una situazione definita “a dir poco allarmante”. Nei reparti maschili sono presenti 672 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 367 posti, ridotti a 301 per via di lavori di ristrutturazione. Di questi, circa 250 sono tossicodipendenti e 3 internati psichiatrici in attesa di ricovero in REMS. Criticità rese ancora più gravi dalla carenza cronica di personale di polizia penitenziaria e sanitario, costretto comunque a garantire i servizi minimi. Migliore, seppur non priva di difficoltà, la condizione della sezione femminile, che ospita 34 detenute.
Lucera, struttura rinnovata ma comunque sovraffollata
Il 1° settembre la delegazione si è spostata alla Casa di Reclusione di Lucera. Qui sono presenti 179 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 134 posti. La situazione è meno critica rispetto a Foggia anche grazie a recenti lavori di ristrutturazione che hanno migliorato notevolmente la struttura. Positiva la valutazione sulle attività trattamentali: corsi scolastici, formazione professionale e progetti finalizzati alla rieducazione e al reinserimento sociale.
San Severo, criticità più contenute
Ultima visita il 3 settembre al carcere di San Severo, che ospita 91 detenuti tra definitivi e in attesa di giudizio. Anche qui si registrano problemi di sovraffollamento e carenza di personale, ma con criticità meno gravi. All’interno sono comunque attivi corsi scolastici e percorsi di formazione professionale.
La denuncia: sistema inadeguato
Le visite hanno confermato, sottolinea la Camera Penale, “l’inadeguatezza del sistema carcerario italiano, incapace di garantire condizioni rispettose della dignità umana e di perseguire la finalità rieducativa della pena prevista dalla Costituzione”. Drammatica anche la questione dei suicidi: 61 detenuti morti in cella dall’inizio dell’anno.
La richiesta di misure alternative
Di fronte a questo scenario, la Camera Penale torna a chiedere con forza interventi normativi immediati e concreti: “L’unica soluzione rimane l’incremento delle misure alternative alla detenzione carceraria, almeno per i reati meno gravi. Solo così si può provare ad arginare l’emergenza del sovraffollamento e il tragico fenomeno dei suicidi”.









