Una città che prova a rialzare la testa, ma che ogni giorno deve fare i conti con un sistema criminale che continua ad agire indisturbato. L’assessora alla Cultura Alice Amatore ha affidato ai social un lungo sfogo, partendo dall’ennesimo furto che ha fatto il giro d’Italia: l’auto rubata a un artista venuto a Foggia per esibirsi, solo pochi giorni dopo che ad alcuni musicisti erano stati sottratti gli strumenti. “È nelle sere come queste che crederci è un po’ più difficile – scrive – perché ancora una volta un ospite ci dice che non metterà più piede qui. E tutti i nostri sforzi di normalizzazione sembrano svanire in un istante”.
Un fenomeno che non si arresta
I numeri parlano chiaro: nel 2023 in provincia di Foggia sono stati rubati 3.880 veicoli, nel 2024 la cifra è salita a 4.400, con un incremento del 13%. La Capitanata si colloca al terzo posto in Italia per furti d’auto e moto, con una media di 639 denunce ogni 100mila abitanti. Una percentuale bassissima di arresti e indagini concluse contribuisce alla percezione di impunità. “A ciascuno di noi, almeno una volta, è stata rubata, vandalizzata o depredata un’auto – ricorda Amatore – e questo ci dice quanto il fenomeno sia diventato sistemico”.
Le carenze dello Stato
Durissimo l’attacco alle istituzioni: il Sindacato Autonomo di Polizia denuncia oltre 200 agenti mancanti a Foggia rispetto alla pianta organica. “Uomini e donne eccezionali – sottolinea l’assessora – ma costretti a lavorare in condizioni del tutto inadeguate. Un territorio che avrebbe bisogno di estrema attenzione viene lasciato solo. E intanto il Governo continua a definirsi attento alla sicurezza, ma solo a parole”.
L’appello alla mobilitazione
L’assessora invoca provvedimenti immediati: “Servono leggi chiare, regolamentazione del mercato nero dei ricambi, tracciabilità dei pezzi meccanici, pene più severe, rafforzamento degli organici di polizia, carabinieri e guardia di finanza. E servono blitz periodici nei magazzini sospetti. Perché tutto questo non accade? Dov’è lo Stato?”. E chiude con un messaggio di resistenza: “Nel frattempo noi qui continuiamo a raccontare e costruire una storia che è tanto, troppo di più di quella che vogliono imporci: non vinceranno loro”.









