“Durante l’udienza preliminare del processo per le ipotizzate torture che sarebbero avvenute nel carcere di Foggia, si è consumata l’ennesima, clamorosa dimostrazione di ciò che molti già sospettavano: il Garante nazionale e quello regionale per i detenuti hanno scelto di non partecipare. Non si sono costituiti parte civile, non si sono presentati in aula. Un silenzio eloquente che conferma un dato tristemente noto, ma sempre difficile da accettare: l’assoluto e sconcertante disinteresse delle istituzioni per le condizioni del sistema carcerario”. Così l’avvocato Vito Daniele Cimiotta che rappresenta l’associazione Yairaiha Onlus (nata nel 2006), “unica ad aver presentato richiesta di costituzione di parte civile ieri nel corso dell’udienza preliminare (aggiornata al 6 novembre prossimo per un difetto di notifica ad uno degli imputati) che si è svolta davanti al giudice per le udienze preliminari del tribunale a Foggia sulle presunte torture avvenute nel carcere del capoluogo dauno nell’agosto del 2023“.
“Vicenda – si ricorda – sfociata nel blitz dei carabinieri risalente al marzo del 2024 e che portò all’arresto di dieci agenti della polizia penitenziaria accusati a vario titolo di tortura, abuso d’ufficio, abuso di autorità contro arrestati o detenuti, omissione di atti d’ufficio, danneggiamento, concussione, falsità ideologica commessa da un pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione, distruzione e occultamento di atti veri”. 14 in tutto gli indagati per cui il pubblico ministero ha chiesto il rinvio a giudizio tra cui tre medici ed una psicologa per presunti reati legati alla sfera professionale all’epoca in cui erano in servizio presso il carcere di Foggia. Tre i detenuti presunte vittime. Nel corso dell’udienza preliminare del 6 novembre sarà discussa la richiesta di costituzione di parte civile depositata dall’associazione. (Ansa)









