La corsa del centrodestra verso le Regionali continua a inciampare nei veti incrociati tra Lega e Fratelli d’Italia, con Forza Italia che accusa gli alleati di ritardare le scelte. Sul tavolo restano nodi pesanti: la Lombardia rivendicata dal partito della premier e il Veneto che FdI reclama in virtù del consenso elettorale registrato nelle ultime consultazioni. “FdI rappresenta oltre un terzo dei veneti – ha ricordato il coordinatore regionale Luca De Carlo – e se ci basiamo sui numeri questo dato non può essere ignorato”. La Lega, però, continua a spingere sul nome di Alberto Stefani, definito “un’ottima candidatura” dal presidente della Camera Lorenzo Fontana, che si è sfilato dalla corsa.
Campania e Puglia senza un nome
Manca ancora una quadra anche su Campania e Puglia. In Campania resta in ballo Edmondo Cirielli, viceministro con Fratelli d’Italia, anche se l’ipotesi più concreta resta quella di due candidati civici. La Lega insiste per chiudere in fretta: “Fico è il miglior avversario che potevamo augurarci – ha dichiarato il coordinatore regionale Gianpiero Zinzi – ma non possiamo perdere tempo”. Di diverso avviso Forza Italia, che punta il dito contro Salvini: “La responsabilità dei ritardi è della Lega – ha detto il segretario regionale Fulvio Martusciello –. Se il partito di Salvini sbloccasse, già oggi potremmo annunciare i candidati”.
Nel frattempo Salvini al Corriere della Sera ha smentito l’ipotesi di Vannacci in campo nelle regionali: “Non sarà candidato ma porterà la sue esperienza in tutte le regioni”.
Il caso Puglia
Il tema resta incandescente anche in Puglia. Ieri, alla festa tricolore di Terlizzi, intervistato dalla Gazzetta del Mezzogiorno, il deputato Marcello Gemmato, leader regionale di Fratelli d’Italia e sottosegretario alla Salute, ha affondato il colpo: “La campagna elettorale sarà centrata sullo sfascio nella sanità operato dalla gestione Michele Emiliano, di cui Antonio Decaro è il continuatore designato. Nonostante l’introduzione del coefficiente di deprivazione che ha portato al Sud 220 milioni di euro e, tra il 2023 e il 2024, quasi 100 milioni alla Puglia, qui si registra un buco di 350 milioni. La sanità pugliese è stata governata dal Pd e usata come strumento di clientele, non per offrire cure migliori ai cittadini”.
Sul candidato governatore, Gemmato ha assicurato che la consultazione tra i leader regionali si è svolta e che ora si attende la decisione nazionale. “Ci sono nomi autorevoli e proposte concrete, tra cui quelle avanzate da Mauro D’Attis e dallo stesso Gemmato – ha spiegato –. Accanto a queste ci sono personalità della società civile”. Ma con il voto fissato per il 23 novembre, il tempo per sciogliere i nodi e annunciare il leader della coalizione è ormai agli sgoccioli.








