Il vertice di maggioranza convocato ieri pomeriggio a Palazzo Chigi con Giorgia Meloni, Matteo Salvini, Antonio Tajani e Maurizio Lupi si è chiuso con un nulla di fatto sulla partita delle candidature regionali. L’incontro, come riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, è stato infatti interrotto dall’improvviso coinvolgimento della premier in una call internazionale convocata dopo l’abbattimento di droni russi in Polonia, alla quale hanno preso parte il premier polacco Donald Tusk, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il presidente francese Emmanuel Macron, il premier britannico Keir Starmer e il segretario generale della Nato Mark Rutte.
L’unico passo avanti: l’autonomia differenziata
Nessuna decisione sui nomi per Veneto, Puglia e Campania, mentre l’unico aggiornamento riguarda il dossier dell’autonomia differenziata. “Si va avanti nel percorso con i passaggi formali che si dovranno fare”, ha dichiarato Maurizio Lupi, sintetizzando l’esito della riunione. Da parte dei leader, inoltre, è arrivata la smentita che l’argomento principale fosse quello delle regionali, ma la questione resta centrale in vista delle prossime scadenze elettorali.
Veneto, il risiko delle candidature
Proprio sul Veneto, le divisioni restano nette. La Lega continua a spingere per l’ufficializzazione del giovane deputato Alberto Stefani, mentre Fratelli d’Italia valuta le opzioni Elena Donazzan o Luca De Carlo. Forza Italia, dal canto suo, punta su Flavio Tosi. Una partita complicata dal peso di Fratelli d’Italia, che alle ultime europee ha sfiorato il 40%. Secondo indiscrezioni, sarebbe circolata l’ipotesi di uno scambio: il Veneto a Fratelli d’Italia in cambio della Lombardia, che resterebbe saldamente in quota Lega anche dopo la stagione di Attilio Fontana. Ipotesi che, però, non ha trovato spazio di discussione per via dell’emergenza polacca.
Puglia e Campania, il nodo irrisolto
In Campania, Matteo Salvini ha rilanciato l’urgenza di definire un candidato: “Dall’altra parte c’è un’alleanza debolissima, perché è una comunione di interessi. Quello che ha detto ora De Luca è l’esatto contrario di quello che vuole fare Fico. Quando De Luca parla di ferrovie, di dighe, di strade, i Cinque Stelle non vogliono fare neanche un tombino”, ha attaccato il leader leghista. In Puglia, invece, resta il nodo del profilo: Forza Italia spinge per il parlamentare Mauro D’Attis, mentre Lega e Fratelli d’Italia preferirebbero un civico, magari un imprenditore o un uomo delle istituzioni, in grado di evitare le divisioni interne.
La spinta dei parlamentari meloniani
Intanto, sul fronte delle candidature locali, si registra un segnale di protagonismo da parte di Fratelli d’Italia. In Calabria ha deciso di candidarsi al Consiglio regionale il sottosegretario all’Interno Wanda Ferro, mentre in Toscana ha fatto lo stesso la deputata Chiara La Porta, molto vicina a Giovanni Donzelli. Un modello che potrebbe ispirare anche qualche parlamentare di centrodestra pugliese in vista della sfida elettorale.
Il tavolo del centrodestra, al momento, resta quindi sospeso. La partita delle regionali è tutta da giocare e lo scenario appare ancora avvolto dall’incertezza.








