Il figlio della sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, ha scelto i social per prendere posizione dopo l’ennesima ondata di insulti diretti contro la madre. Un duro sfogo che diventa anche un atto di difesa nei confronti di tutte le donne, bersagli di linguaggi violenti e veleni gratuiti che nulla hanno a che fare con il confronto politico.
Le parole del figlio
“Criticare fa parte del gioco, ognuno è libero di avere idee diverse e di esprimerle. Ma arrivare a questo genere di insulti rivolti a mia madre non è politica, non è opinione: è solo squallore” scrive il figlio della prima cittadina. Parole che ribadiscono la differenza tra il dissenso legittimo e l’attacco personale. E ancora: “Chi scrive certe frasi non offende solo una donna che oggi è sindaca di Foggia, ma offende tutte le donne che ogni giorno si ritrovano a subire questo veleno gratuito”.
La replica al clima d’odio
Nel suo intervento, il giovane sottolinea come la violenza verbale online non colpisca la dignità di chi la subisce, ma metta a nudo la miseria di chi la pratica: “È un linguaggio violento, codardo, che dice tutto di chi lo usa e nulla di chi lo riceve”. Poi l’affondo: “Mia madre va avanti a testa alta, lavora e costruisce. Voi restate lì, dietro una tastiera, a dimostrare al mondo quanto siete piccoli”.
Una città divisa tra costruzione e odio
L’ultimo passaggio è una rivendicazione di resilienza e di speranza: “La differenza è tutta qui: lei prova a lasciare un segno in una città da troppo tempo martoriata, voi alimentate una dis-cultura di odio e violenza comodamente seduti sul divano di casa vostra. Ma sappiate una cosa, siete sempre meno e sempre più isolati. E deo gratias!”.
Non è la prima volta che la sindaca si trova a rispondere direttamente agli attacchi ricevuti via social. Ma in questa occasione è la voce del figlio a trasformare la difesa in un messaggio collettivo: la politica come confronto non può e non deve scivolare nell’insulto.









