L’ultima segnalazione arrivava proprio dalla Puglia. Come scrive il Corriere della Sera, i video più recenti caricati sul portale che diffonde immagini rubate dalle telecamere domestiche erano stati registrati a Bari. Tra i filmati, quello di una coppia ripresa durante rapporti sessuali in una stanza dove era presente persino una culla con un bambino che dormiva. Un episodio che ha sconvolto l’opinione pubblica e che ha rilanciato il tema della vulnerabilità dei sistemi di videosorveglianza domestica.
Intimità violata e mercato illecito
Il quotidiano racconta che, fino a giovedì sera, accedere a quelle immagini era semplice: nessuna registrazione, nessun pagamento, un clic e ci si trovava catapultati nelle camere da letto di ignari cittadini, da Milano a Catanzaro, da Verona a Pescara. Persone comuni, non attori, trasformate loro malgrado in “contenuti” pornografici a disposizione di migliaia di utenti nel mondo.
Il caso ha toccato anche personaggi noti come Stefano De Martino, che ha scoperto di essere stato filmato e diffuso senza saperlo. Ma la gran parte delle vittime, sottolinea il Corriere, resta ignara: coppie, famiglie, persino ambienti di studi medici ed estetici trasformati in set voyeuristici.
Puglia al centro dell’ultimo scandalo
La presenza di filmati girati a Bari, diffusi con l’etichetta “young mum” per la presenza della culla, evidenzia quanto il fenomeno riguardi anche il Sud. Non solo un problema nazionale, ma un rischio concreto per la privacy di chi, magari per ragioni di sicurezza, ha installato telecamere in casa.
Il Corriere sottolinea che da due giorni l’Italia è “scomparsa” dal portale, ma le immagini restano diffuse altrove, come su gruppi Telegram con migliaia di visualizzazioni. Una minaccia che, anche se apparentemente spenta sul sito principale, continua a vivere e a danneggiare la reputazione delle vittime.
Le falle di sicurezza e il lavoro della Polizia Postale
Secondo gli esperti citati dal quotidiano, la violazione sarebbe legata a vulnerabilità delle telecamere domestiche o alla gestione delle immagini caricate su cloud. Paolo Reale, specialista di informatica forense, ha spiegato che spesso i costruttori lasciano “backdoor” di sicurezza o che gli utenti trascurano aggiornamenti e password, aprendo inconsapevolmente la porta agli hacker.
La Polizia Postale è al lavoro con il supporto dell’azienda di cybersecurity Yarix, che ha segnalato le pagine incriminate. L’indagine punta a capire come sia stato possibile costruire un mercato illecito che, con un modello simile agli e-commerce, offriva accesso a telecamere private con prezzi da 20 a 600 dollari.
Un fenomeno globale, ma la Puglia colpita in prima linea
Dall’Italia al Messico, dall’Iran al Canada, migliaia di filmati restano disponibili in rete. Ma il fatto che gli ultimi video caricati provenissero da Bari pone la Puglia al centro di questa vicenda, trasformandola in uno dei simboli di un’emergenza che non riguarda più soltanto la sicurezza digitale, ma la dignità e la vita privata di cittadini ignari.








