Grande successo di pubblico e di apprezzamenti la mostra “Vietato Vietare – Erotismo e censura” a cura di Nicola Loviento – fotografo – e Silvano Delli Carri – grafico, inaugurata ieri negli spazi del FotoCineClub e che ha richiamato amici, artisti di fama nazionale come Ubaldo Urbano, fotografi, docenti dell’Accademia di Belle Arti.
L’esposizione di 13 pannelli più un video di nudi sfida la censura del corpo nei media digitali. Tredici opere uniscono nudo, grafica e letteratura per restituire dignità visiva al desiderio e alla bellezza non conformi.
Con testi da Bukowski a Anaïs Nin, forme e font diventano parte del messaggio. Le piattaforme social statunitensi, come è noto, hanno introdotto anche in Europa un certo puritanesimo nell’arte, che si aggiunge a nuove visioni sul corpo femminile concepite e maturate dal femminismo storico fino al #metoo.
Sono tanti oggi gli artisti e i fotografi che non possono pubblicare i loro scatti online. E che si autocensurano. “Ho rischiato anch’io di autocensurarmi – ha detto Loviento nel corso della presentazione -, lavoro da sempre sul nudo femminile, non discuto che qualcuno possa essere contrario o che a qualcuno possano non piacere le mie fotografie. La mia è libertà espressiva. Ho visto copertine dell’Espresso che non vedremo più. Silvano Delli Carri è uno dei più bravi grafici d’Italia e non solo, tutti noi fotografi dovremmo spogliarci della paternità delle foto e affidarci all’editing grafico perché un fotografo da solo non cestina mai i suoi lavori, sono come dei figli. Serve un intervento grafico, in questo è andato al di là della grafica. Silvano è andato a ricercare riferimenti di poeti e di artisti che negli anni passati hanno urlato la libertà. È nato un lavoro per me bellissimo”.
I pannelli creano un percorso espositivo molto creativo e intellettuale. Le fotografie di Loviento mescolate tra di loro attribuiscono un nuovo significato al nudo. Scompongono i vari momenti immortalati conferendo alle donne ritratte un pensiero dentro la posa erotica assunta. Ombra, non detto, sequenza temporale, anche solo immaginata.
Netto Delli Carri noto grafico foggiano: “Nei poster dove c’è una fusione di immagini, smontate rimontate e non semplicemente incorniciate, la grafica unisce e crea qualcosa di nuovo. Le foto hanno una colonna sonora, la voce di artisti come Florence and the machine. Il lavoro è quasi multimediale ha un Qrcode e una fanzine una piccola pubblicazione dove vengono ripresentati tutti i lavori”.
A l’Immediato Loviento ha fornito altre info: “Io sono libero perché qui siamo fuori da ogni social, siamo nella casa del FotoCineClub e sono libero di esporre quello che voglio. Il lavoro grafico che ho chiesto di fare a Silvano Delli Carri non è stato né quello di voler censurare le mie fotografie né quello di chiedere supporto. Con Silvano che conosco da tanto tempo e che stimo tantissimo abbiamo voluto inventarci qualcosa di nuovo. Silvano è andato oltre il lavoro grafico, ogni pannello ha riferimenti a scrittori, autori, musicisti, che hanno scritto e musicato l’erotismo. Il mio pensiero rimane lo stesso da tempo: tutte le donne se vogliono possono giocare con l’erotismo. Io non faccio mai un discorso di peso, altezza e misura. Sono tutte ragazze, non fanno di mestiere le modelle, non ha pagato nessuna. È un gioco, che abbiamo voluto esprimere nella totale libertà, che oggi viene contrastata da un pensiero unico”.
Dopo più di 30 anni di carriera come sono cambiate le donne nell’approccio al nudo?
“Le donne sono più libere, si aprono e si fanno fotografare molto più facilmente di quanto non accadeva negli anni Ottanta. Però negli anni Ottanta noi potevamo ammirare delle fotografie bellissime di nudo sui giornali di fotografia, adesso questo non c’è più. Helmut Newton che tutti hanno edulcorato guardando le sue fotografie su Vogue, faceva fotografie di nudo, quasi vicine a delle cose che potrebbero definirsi pornografia”.
La mostra, visitabile fino al 16 settembre, è una occasione imperdibile anche per conoscere autori e autrici contemporanei tra i più importanti nel panorama pop e indipendente. Come Kae Tempest: “Liberami. Lasciami districare la follia che ti annoda. Mi inginocchio e striscio su di te. Ti dico che ti ho preso. È firesmoke”.









