A Foggia si accende il dibattito politico sul tema della sicurezza, con un duro botta e risposta tra Nunzio Angiola, consigliere comunale e segretario provinciale del movimento civico Cambia, e i responsabili sicurezza di Fratelli d’Italia Giuseppe Chiappinelli e Arturo Pagano.
Le accuse di Angiola
Richiamandosi al comunicato diffuso dal sindacato di Polizia FSP, Angiola ha parlato di una situazione ormai insostenibile: “A Foggia la misura è colma. Gli organici sono ridotti all’osso, i servizi impossibili da garantire e i cittadini lasciati soli davanti alla criminalità. È un grido di dolore rimasto inascoltato che mette a nudo l’inerzia del governo nazionale”.
Il consigliere ha citato anche le prese di posizione di altri sindacati: il Siulp, che denuncia rinforzi incapaci di compensare i pensionamenti, e il SAP, che segnala la mancanza di circa 150 agenti in Capitanata. “Tre voci diverse, un unico messaggio: Foggia è stata abbandonata”, ha dichiarato.
Da qui la proposta del movimento Cambia: estendere a Foggia l’Operazione Strade Sicure con la presenza dell’Esercito a supporto della Polizia. “Non si tratta di militarizzare la città – ha precisato Angiola – ma di garantire presidio e deterrenza immediata in un contesto che non può più aspettare”.
La replica di Fratelli d’Italia
Non si è fatta attendere la risposta di Chiappinelli e Pagano, che hanno accusato Angiola di strumentalizzare il tema della sicurezza per fini elettorali: “La sicurezza dei cittadini è una priorità assoluta, ma non può essere ridotta a propaganda. Con toni allarmistici e una retorica da campagna permanente, Angiola cavalca il disagio reale della città senza mai chiamare in causa l’amministrazione Episcopo, che ha precise responsabilità pregresse”.
I due dirigenti meloniani hanno poi ricordato il passato parlamentare dell’esponente di Cambia: “Durante il suo mandato non si è registrata alcuna iniziativa concreta per rafforzare gli organici delle forze dell’ordine o per promuovere misure straordinarie come quelle che oggi invoca”.
Infine, l’affondo: “Non ci prestiamo a teatrini politici né a slogan vuoti. La sicurezza si costruisce con investimenti, pianificazione e collaborazione tra istituzioni, non con flash mob e comunicati ad effetto. Foggia merita rispetto e una classe dirigente capace di affrontare le emergenze con competenza, non con calcoli elettorali”.










