A distanza di mesi dall’ultimo incendio, le ecoballe parzialmente bruciate nella zona industriale Pip D/46 di Manfredonia sono ancora lì. A denunciarlo sono le Guardie Ambientali Italiane, attraverso il responsabile Alessandro Manzella, che parla di una “grave situazione ambientale forse dimenticata”.
Rifiuti speciali dalla Campania
Si tratta di tonnellate di rifiuti speciali, provenienti dalla Campania, abbandonati illecitamente sul territorio sipontino. In passato altri siti della zona hanno subito la stessa sorte: dall’ex lido Bagni Romagna, dove l’intervento dei vigili del fuoco evitò un disastro ambientale e portò alla successiva rimozione delle ecoballe, a Monte Aquilone (ex Enea), dove invece un incendio ridusse tutto in cenere tossica, con danni incalcolabili in un’area protetta del Parco nazionale del Gargano.
Il caso del Pip D/46
Nella zona industriale Pip D/46, secondo la denuncia delle Guardie Ambientali, le fiamme hanno distrutto circa la metà dei rifiuti. Le restanti ecoballe, però, sono rimaste sul piazzale, senza che sia stato avviato un piano di bonifica. “In quell’occasione – ricorda Manzella – fummo noi ad allertare subito i vigili del fuoco, evitando che le fiamme provocassero un altro disastro ambientale. Ma oggi la situazione è ancora ferma”.
L’appello
Le Guardie Ambientali Italiane chiedono un intervento immediato delle istituzioni per la rimozione dei rifiuti e il ripristino ambientale dell’area. “La bonifica non è un favore: è un dovere” sottolinea Manzella, ricordando come la persistenza delle ecoballe abbandonate rappresenti un rischio per la salute pubblica e per l’ambiente.












