“Nel quartiere Ferrovia non c’è quella situazione di anarchia e sbando che ci viene rappresentata”. Una frase pronunciata dal prefetto di Foggia che, se nelle aule istituzionali può suonare rassicurante, ha provocato un’ondata di indignazione tra i cittadini che vivono quotidianamente il quartiere. Sul gruppo social “Difendiamo il quartiere Ferrovia di Foggia” è comparso un lungo post che smonta quella narrazione e riporta la dura realtà dei fatti.
“I fatti raccontano altro”
Secondo i residenti, le cronache degli ultimi giorni parlano da sole: un uomo armato di spranga che ha seminato il panico tra viale XXIV Maggio e la villa comunale, un ragazzino che ha rischiato di vedersi portare via la bici elettrica salvato solo dall’intervento dei passanti, cittadini esasperati che hanno reagito con violenza sfiorando il linciaggio. E ancora mercatini abusivi che spuntano al calar della sera, consumo di alcol e droga in strada, rapporti sessuali a cielo aperto, ingressi tumultuosi persino nelle chiese con i fedeli costretti a momenti di paura e umiliazione.
Aggressioni anche in pieno giorno
L’ultimo episodio citato dal gruppo lascia poco spazio a interpretazioni ottimistiche: un cittadino diretto in stazione per partire in vacanza è stato minacciato con un coltello e derubato delle valigie, in pieno giorno, a pochi metri dall’ingresso principale della stazione ferroviaria. “Non serve un tribunale a stabilire la rilevanza giuridica – si legge nel post –: è già socialmente e moralmente rilevante”.
“Non bastano le parole, servono i fatti”
Il post denuncia come definire “non criminalità rilevante” episodi simili equivalga a una distorsione della realtà e rischi di allargare la frattura già profonda tra istituzioni e cittadini. “Se davvero si vuole dimostrare che non c’è anarchia – scrivono gli amministratori – non bastano le parole: servono pattuglie presenti anche la sera, controlli capillari, ordinanze precise, applicazione rapida delle regole e sì, anche l’impiego straordinario dell’Esercito. Non per militarizzare, ma per restituire normalità a chi non la conosce più”.
“La vera sconfitta è quella che viviamo ogni giorno”
La comunità del quartiere Ferrovia chiede un’inversione di rotta immediata, per non abbandonare quella che un tempo era il salotto della città e che oggi viene raccontata come un ghetto. “La presenza dell’Esercito non sarebbe una sconfitta – conclude il post –. La vera sconfitta è quella che viviamo già oggi: quando rinunciamo a passeggiare nelle nostre strade, quando partiamo per le vacanze e veniamo derubati davanti alla stazione, quando ci sentiamo stranieri in casa nostra. Continuare così significa abbandonare non solo un pezzo di città, ma l’idea stessa di convivenza civile”.












