“Il disastro della sanità pugliese non è più solo un problema di bilancio: è una vera e propria emergenza che colpisce la salute e le tasche dei cittadini. Il buco di 130 milioni di euro nel 2024, coperto per 83 milioni con il bilancio ordinario e per 48 con l’extra gettito Irpef, è stato ormai definito strutturale”. Lo afferma il consigliere regionale della Lega, Napoleone Cera.
“Questo significa che il sistema sanitario regionale è in perdita cronica e non può più essere sostenuto con le risorse attuali. Noi lo diciamo da tempo: 20 anni di mala gestio perpetrata dai governi regionali di centrosinistra ci hanno portati allo sfacelo. Altro che prossimi all’uscita dal piano di rientro”.
Infatti il peggio potrebbe ancora venire. Secondo le stime più recenti, nel 2025 il disavanzo sanitario della Puglia potrebbe toccare i 360 milioni di euro, vale a dire che ai 130 milioni di deficit strutturale potrebbero sommarsi i 230 milioni di maggiori costi previsti.
“Il problema è che non si potrà fare affidamento su coperture straordinarie in futuro. A quel punto, chi pagherà il conto? È semplice: i cittadini pugliesi, attraverso un inevitabile aumento delle addizionali Irpef. Altro che sanità pubblica e gratuita: qui si sta costruendo un sistema in cui curarsi diventa un lusso per pochi. Liste d’attesa infinite, mobilità passiva in crescita, cittadini costretti a curarsi fuori regione mentre nelle Asl aumentano solo i costi della burocrazia. La spesa farmaceutica esplode senza controllo e i vertici regionali pensano di risolvere tutto con nuove tasse, scaricando il peso sulle famiglie pugliesi”, incalza Cera.
Tutto questo avviene mentre la povertà dilaga. “Le associazioni di volontariato pugliesi infatti denunciano un aumento del 15% delle richieste di aiuto solo nell’ultimo anno. Non si parla più solo di pacchi alimentari: le famiglie oggi chiedono pannolini, prodotti per l’igiene, vestiti, materiale scolastico. Persino le cure mediche vengono rimandate o cancellate perché non ci sono soldi. Questo non è tollerabile ed è proprio la crudezza di questa realtà così preoccupante che ci colpisce come un sonoro schiaffo in pieno volto di fronte alla quale la politica non può fare spallucce”.
Davanti a questo scenario drammatico, la maggioranza che governa la Regione da anni continua a navigare a vista, senza una visione, senza coraggio, senza assumersi le responsabilità di un modello fallimentare che oggi mostra tutte le sue crepe.
“È il momento di dire basta – sottolinea il consigliere regionale -. Non possiamo più permettere che l’incompetenza di chi ci governa ricada sulla pelle dei cittadini. Non possiamo accettare che in Puglia curarsi diventi sempre più difficile e costoso. Non possiamo voltare la testa davanti a famiglie che rinunciano a mangiare o a curarsi per colpa di scelte politiche sbagliate”.
“Serve – conclude Cera – un governo regionale che metta al centro la dignità delle persone, la sostenibilità del sistema sanitario, la lotta alla povertà. Invece di investire in personale e tecnologie, hanno ingrassato apparati e poltrone. Il risultato è che i cittadini pugliesi si ritrovano ospedali senza medici, reparti chiusi e bilanci in rosso. E la beffa è che, dopo i danni, ci chiedono pure di pagare di più con l’aumento dell’Irpef. La sanità non è un privilegio, è un diritto. Ed è compito della politica difenderlo, non tradirlo come ha fatto la sinistra in Puglia”.












