Il prossimo 9 settembre il Tribunale di Bari ospiterà l’udienza preliminare del processo “Mari e Monti” al clan dei montanari Li Bergolis-Miucci che vede coinvolti 54 imputati accusati a vario titolo di reati di stampo mafioso per fatti avvenuti nei territori di Manfredonia, Mattinata, Vieste e Monte Sant’Angelo.
In vista di questo appuntamento giudiziario, l’Associazione Giovanni Panunzio – Eguaglianza Legalità Diritti ha diffuso una nota con cui esprime soddisfazione per la decisione dei Comuni di Mattinata, Monte Sant’Angelo e Manfredonia di costituirsi parte civile. Una scelta definita “un passaggio importante per il Gargano, perché testimonia come le comunità locali possano farsi protagoniste attive nella difesa della giustizia e della dignità del territorio”.
L’appello a Vieste
Nella nota, firmata dal presidente Dimitri Cavallaro Lioi, l’associazione rivolge un invito diretto anche al Comune di Vieste, che ancora non avrebbe manifestato pubblicamente la stessa volontà: “Se tale decisione fosse già stata presa o formalizzata, nulla quaestio e ne prenderemmo atto con favore. Diversamente, cogliamo l’occasione per invitare il sindaco a rendere nota quanto prima la volontà di costituirsi parte civile in tempo utile per l’udienza del 9 settembre”.
Secondo l’associazione, un impegno condiviso rafforzerebbe il fronte istituzionale contro la criminalità garganica, “dando voce alla volontà dei cittadini che chiedono sicurezza, fiducia e impegno nelle scelte pubbliche dei rispettivi Comuni”.
“Segnale di vicinanza ai cittadini”
La costituzione di parte civile, ricorda l’associazione Panunzio, “non è solo un atto formale ma un segnale chiaro di vicinanza ai cittadini, di sostegno agli Organi dello Stato impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata, nonché di impegno concreto per il futuro del territorio”.
“La legalità è un dovere quotidiano”
Il comunicato si chiude con un richiamo alla memoria di Giovanni Panunzio, l’imprenditore foggiano assassinato dalla mafia nel 1992 per essersi ribellato al pizzo: “Nel nome di Giovanni Panunzio ricordiamo che la legalità è un dovere che ci riguarda tutti, ogni giorno. Il tempo è ora: costruire insieme un argine contro ogni forma di sopraffazione e garantire alle nuove generazioni una comunità più forte, più libera e più giusta”.











