Non si placa la polemica a Cerignola dopo le dichiarazioni del consigliere comunale di maggioranza Michele Romano, che in un video sui social aveva ipotizzato la necessità di una “trattativa Comune-mafia” come alternativa alla sfida diretta alla criminalità. Parole che hanno scatenato una durissima reazione da parte delle opposizioni, con prese di posizione ufficiali da Fratelli d’Italia e Lega.
La Salandra (FdI): “Messaggi osceni dalla maggioranza”
L’onorevole Giandonato La Salandra, parlamentare di Fratelli d’Italia, ha definito “oscene” le parole di Romano e ha accusato la maggioranza guidata dal sindaco Francesco Bonito di sottovalutare il tema della legalità: “Dal Pd di Cerignola solo attacchi al Governo Meloni e nessuna assunzione di responsabilità sul disordine cittadino. Ancora più grave è l’uscita di un esponente della maggioranza, che di fatto invita ad accettare la malavita o immolarsi”.
Secondo La Salandra, la legalità a Cerignola viene trattata come un tema “opzionale”: “Sindaco e assessore alla Sicurezza, social a parte, nei fatti disertano persino i vertici in Prefettura, nonostante la città sia citata nei report della DIA come epicentro di una perniciosa malavita imprenditoriale”.
Splendido (Lega): “Un oltraggio alle istituzioni”
Ancora più netto il giudizio del consigliere regionale della Lega Joseph Splendido, che ha parlato di “schiaffo alla legalità”: “Le parole pronunciate dal consigliere Romano, secondo cui l’unica alternativa alla sicurezza a Cerignola sarebbe trattare con la mafia o morire, rappresentano un’agghiacciante oltraggio alle istituzioni e alla memoria di chi combatte la criminalità”.
Per Splendido si tratta di un messaggio inaccettabile: “È incomprensibile che un rappresentante delle istituzioni riduca in scacco la Prefettura, il Ministero e l’intero sistema di legalità, dichiarando inutili gli strumenti ufficiali e suggerendo di normalizzare i patti con la criminalità organizzata. Queste affermazioni restano incompatibili con il ruolo pubblico che ricopre”.
Il vice commissario regionale leghista chiede conseguenze immediate: “Romano deve ritrattare subito, dimettersi o essere rimosso. Cerignola e la Capitanata non possono tollerare che chi indossa una divisa istituzionale svilisca lo Stato di diritto. Noi saremo in prima linea per chiedere che simili messaggi vengano marginalizzati, non normalizzati”.
Un caso che scuote la città
Il caso Romano si innesta in una fase delicata per Cerignola, da tempo al centro di un’escalation criminale segnata da furti, assalti e intimidazioni. La città è già sotto osservazione delle autorità nazionali e il clima politico rischia ora di aggravare la percezione di un territorio fragile, dove il tema della legalità resta una priorità assoluta.













