Il centrosinistra continua a fare i conti con le sue contraddizioni. In Toscana, dove il governatore Eugenio Giani punta al bis alle regionali del 12 e 13 ottobre, la scelta del Pd di stringere un accordo con il Movimento 5 stelle ha provocato lo strappo di Carlo Calenda. Il leader di Azione ha accusato i dem di aver siglato un’intesa fondata su “tanti desiderata ideologici”, prendendo così le distanze dal progetto del campo largo.
Lo scontro tra Calenda e Renzi
Alle parole di Calenda ha replicato Matteo Renzi, che ha invitato l’ex alleato a non abbandonare la coalizione. “Se crediamo nel bipolarismo – ha detto – è evidente che ci si debba alleare anche con compagni di strada lontani dalle nostre idee”. L’appello richiama il dibattito mai sopito tra i due ex soci del Terzo polo, ora divisi sul percorso da seguire ma ancora protagonisti delle trattative per le alleanze territoriali.
Calenda ha ricordato le battaglie portate avanti con Azione, dal sostegno al rigassificatore di Piombino alla contrarietà al reddito di cittadinanza, rivendicando un profilo pragmatico lontano dalle posizioni dei Cinque Stelle. Da Italia viva è arrivato invece un invito a «stare tutti insieme» per costruire una casa comune del centrosinistra, senza ripetere gli errori del passato.
Il nodo delle candidature
Mentre la Toscana resta al centro del confronto, in Puglia si attende la definizione della candidatura di Antonio Decaro, con un tavolo nazionale ancora in sospeso. In Calabria, invece, i leader del centrosinistra – tra cui Elly Schlein e Giuseppe Conte – hanno trovato convergenza sul nome dell’europarlamentare M5s Pasquale Tridico, nonostante le perplessità iniziali di Italia viva.
Il calendario impone decisioni rapide: Giani ha già convocato per la metà della prossima settimana una riunione di coalizione con tutte le forze che lo sostengono, dopo che il Tar ha respinto il ricorso di Democrazia sovrana popolare contro il decreto che ha indetto il voto.
Le manovre del centrodestra
Sul fronte opposto, anche il centrodestra deve affrontare i suoi nodi interni. In Toscana il candidato Alessandro Tomasi (FdI) deve fare i conti con le riserve di Forza Italia sulla lista civica che dovrebbe sostenerlo. Più complessa la situazione in Veneto, dove resta irrisolta la questione della successione di Luca Zaia e lo scontro fra FdI e Lega sul nome del prossimo governatore.
In Campania, tra i papabili spuntano Giosy Romano ed Edmondo Cirielli, con il sostegno di Mara Carfagna, che non esclude un suo impegno diretto. La leader di Noi moderati ha lanciato anche un appello all’area riformista che guarda con scetticismo alla candidatura di Roberto Fico per il centrosinistra, definita «una scelta populista ed estremista» difficile da sostenere per sindaci e consiglieri moderati.
Equilibri fragili verso l’autunno
Con le elezioni regionali e amministrative alle porte, il quadro politico resta fluido. Le tensioni nel campo largo e le incertezze nel centrodestra confermano la difficoltà di tenere insieme alleanze eterogenee, mentre la premier Giorgia Meloni – in vacanza in Puglia – osserva da lontano i dossier più caldi. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il bipolarismo auspicato da Renzi e temuto da Calenda riuscirà davvero a reggere alla prova delle urne.









