Non ci sarà alcun avvio dei lavori a settembre per la condotta del Liscione. A denunciarlo è Antonio Tutolo, consigliere regionale e capogruppo di Per la Puglia, che in una nota attacca duramente il Governo accusandolo di aver alimentato “un gioco di cifre senza alcun atto concreto”.
“Annunci vuoti, i 190 milioni non esistono”
Secondo Tutolo, dopo settimane di promesse, l’unico dato certo è che i 190 milioni annunciati per il completamento dell’opera non compaiono in alcun documento ufficiale. “Nel decreto firmato dal ministro Salvini il 24 luglio – sottolinea – non c’è traccia della condotta del Liscione. Nessuna copertura, nessuna fonte certa. Oggi si parla di un nuovo presunto stanziamento di 20 milioni, ma ancora senza alcun atto formale. È un déjà vu che non convince più nessuno: i cittadini meritano certezze, non cifre inventate”.
Un’opera iniziata vent’anni fa e mai completata
Il consigliere ricorda che la condotta non è un’invenzione politica, ma un’infrastruttura reale, avviata oltre vent’anni fa con la legge obiettivo del 2001 e mai entrata in funzione. “Milioni di euro spesi, nessuna goccia d’acqua distribuita – denuncia –. Eppure quell’opera potrebbe irrigare 6.000 ettari di terreno nel Basso Molise, generando sviluppo, lavoro e reddito. Solo l’acqua in eccesso arriverebbe in Puglia”.
Due giorni fa Tutolo ha effettuato un sopralluogo presso la diga del Liscione, documentando lo stato di abbandono dell’opera e ribadendo la necessità di completarla fino al potabilizzatore di Finocchito. “Così si libererebbero risorse idriche oggi sottratte all’agricoltura e disperse in mare”.
“Non è un furto d’acqua, ma un’occasione per il Molise”
L’esponente regionale si rivolge anche alla consigliera molisana Micaela Fanelli, accusata di diffondere una narrazione “fuorviante e allarmistica” parlando di “furto d’acqua”. “È irresponsabile – replica Tutolo –. I dati dimostrano che il surplus idrico della diga viene sprecato in mare. La condotta servirebbe prima di tutto il Molise, con benefici diretti per l’agricoltura locale. Non si tratta di togliere, ma di restituire dignità a un territorio abbandonato”.
L’appello finale: “Subito un commissario”
Per Tutolo è il momento di abbandonare i proclami e agire. “Basta con le promesse vuote – conclude –. Servono fondi veri e la nomina immediata di un commissario straordinario. Altrimenti tra altri venticinque anni parleremo ancora di un’opera mai completata, con un territorio ridotto al deserto. Non mi fermo: questa è una battaglia per il futuro, non per una parte politica”.










