Nuovo fronte di scontro in vista delle regionali pugliesi. Il gruppo regionale di Fratelli d’Italia – con il capogruppo Renato Perrini e i consiglieri Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Paolo Pagliaro, Tommaso Scatigna e Tonia Spina – accusa l’assessore Fabiano Amati di utilizzare la strategia dell’internalizzazione come leva elettorale, concentrando le operazioni soprattutto su strutture del Brindisino e lasciando fuori altre realtà.
“Annunci farlocchi e criteri poco chiari”
Secondo FdI, Amati starebbe promettendo ai dipendenti di alcune RSA il passaggio da contratti privati a pubblici, con operazioni già avviate al Centro di Riabilitazione di Ceglie Messapica e, grazie a un emendamento del consigliere Napoleone Cera, alle RSA di Troia e Sannicandro Garganico. L’ultima mossa riguarderebbe la RSA di Ostuni, che secondo l’assessore passerà sotto la gestione della ASL Brindisi dal primo ottobre, a ridosso delle elezioni.
Una scelta definita da FdI “farlocca” e contestata anche da esponenti della maggioranza come Maurizio Bruno e Mauro Vizzino, che temono ripercussioni occupazionali. “In assenza di un Piano pluriennale del personale – sostengono i meloniani – una decina di dipendenti della RSA di Ostuni rischia di perdere il posto”.
La richiesta: “Tutte le RSA e l’hospice sotto gestione pubblica”
Fratelli d’Italia punta il dito contro il “criterio selettivo” con cui, a loro dire, Amati decide quali strutture internalizzare: “Perché Ostuni, e forse Alberobello e Locorotondo, sì, e non quelle di Modugno, Mola di Bari, Sannicandro di Bari, Noicattaro, Crispiano, Torricella, Alessano e Copertino?”.
Il gruppo chiede che il passaggio alla gestione pubblica riguardi tutte le undici RSA pugliesi e anche l’hospice del PTA di Mesagne, garantendo così – affermano – “un accesso equo e continuativo alle cure palliative per i cittadini del territorio brindisino, riducendo le diseguaglianze e i trasferimenti fuori regione”.
“No a figli e figliastri”
Per i consiglieri di FdI, procedere in questo modo eliminerebbe ogni sospetto di favoritismi: “Se l’obiettivo è davvero potenziare la rete di assistenza sociosanitaria territoriale, allora lo si faccia per tutti. Solo così si eviterà che agli occhi di Amati e del centrosinistra pugliese ci siano figli e figliastri”.












