Il centrosinistra avrebbe i numeri per vincere nettamente le prossime elezioni regionali in Puglia anche senza la candidatura di Antonio Decaro. È quanto emerge da un sondaggio realizzato da Yoodata per la Gazzetta del Mezzogiorno, secondo cui il “campo largo” – da Avs al M5S, passando per Pd, civici e terzo polo – prevarrebbe in maniera netta in diversi scenari, sia con l’europarlamentare del Pd, oggi figura dal consenso consolidato, sia con altri nomi di spicco della coalizione.
I possibili candidati e le percentuali
Decaro resterebbe il più forte: in un confronto diretto con Mauro D’Attis, coordinatore regionale di Forza Italia e unico candidato ufficiale del centrodestra, otterrebbe il 67%, trainato soprattutto dal consenso nella città di Bari. Ma anche Francesco Boccia, presidente dei senatori del Pd, raggiungerebbe un solido 60%.
Dietro di poco, l’assessore regionale Raffaele Piemontese (56%) e la presidente del Consiglio regionale Loredana Capone (57%), entrambi forti di una presenza radicata sul territorio grazie agli incarichi istituzionali degli ultimi anni. In equilibrio anche il vicepresidente M5S Mario Turco, che nonostante una notorietà limitata (solo il 21% dei pugliesi lo conosce) arriverebbe al 56%, sfruttando il radicamento del Movimento nel Sud.
“Da oggi sono con mia moglie e mia figlia sul Gargano per qualche giorno di pausa – ha fatto sapere Piemontese -. Il mio candidato presidente della regione è Antonio Decaro. Grazie per la considerazione”.
Il quadro politico e la dialettica interna al Pd
Il sondaggio conferma che la Puglia resta una roccaforte del centrosinistra, con Decaro al vertice delle preferenze (69% di fiducia), seguito da Boccia (52%), Capone (46%), Piemontese (43%), D’Attis (46%) e Turco (45%). Ma, come rileva la Gazzetta, il vantaggio del campo progressista non dipende esclusivamente dall’ex sindaco di Bari, aprendo la strada a soluzioni alternative nel caso in cui non si trovasse un accordo tra lo stesso Decaro e l’attuale governatore Michele Emiliano.
Negli ultimi giorni, più esponenti dem hanno lasciato intendere che, qualora l’europarlamentare non sciogliesse la riserva, le alternative sarebbero già pronte.
Centrodestra in crescita ma ancora indietro
Il centrodestra, oggi compatto intorno a D’Attis, è dato al 44%, in progresso rispetto al 38% del 2020 con Raffaele Fitto, ma ancora distante dalla maggioranza necessaria per ribaltare il governo regionale. Un gap che, se confermato, potrebbe riflettersi anche nelle sfide dei collegi alle prossime politiche, favorendo il centrosinistra.
Affluenza e margini di campagna
Un dato preoccupante riguarda la partecipazione: solo il 49% degli intervistati si dice certo di andare a votare, mentre il resto è diviso tra astensionisti convinti, indecisi e cittadini che “probabilmente” si recheranno alle urne. La rilevazione, condotta dal 6 all’11 agosto su un campione di 700 persone rappresentativo per età, genere e residenza, indica quindi ampi margini per una campagna elettorale capace di allargare la platea dei votanti.









