Il carcere di Foggia sta vivendo “il momento più drammatico e critico della sua storia”. A lanciare l’allarme è il Sappe, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che nei giorni scorsi ha inviato una lettera accorata al prefetto, alla sindaca, all’Asl e a tutti i rappresentanti politici nazionali e regionali della provincia di Foggia, chiedendo un intervento urgente.
Sovraffollamento record e carenza di personale
Secondo i dati riportati dal sindacato, nella struttura di via delle Casermette sono attualmente ristretti circa 670 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di circa 300 posti. Un tasso di sovraffollamento pari al +225%, che fa del carcere foggiano “il più affollato d’Italia”. A questa situazione si aggiunge una “gravissima carenza” di personale: in organico risultano circa 240 agenti, ben al di sotto dei 296 previsti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per gestire un numero massimo di 400 detenuti.
Il Sappe denuncia turni di lavoro fino a 12 ore consecutive con poche ore di riposo, agenti costretti a gestire centinaia di detenuti da soli, soprattutto nelle ore serali, e una pianta organica ulteriormente ridotta da pensionamenti, distacchi per servizio presso l’ospedale militare e reparti di traduzione.
Sicurezza a rischio e “turismo sanitario”
Il sindacato avverte che la carenza di personale mette a rischio la sicurezza interna ed esterna, ricordando l’evasione di 72 detenuti avvenuta nel 2020. A complicare il quadro, il fenomeno dei droni che introducono droga e telefoni cellulari all’interno della struttura, nonostante i frequenti sequestri.
Il Sappe critica inoltre il cosiddetto “turismo sanitario” dei detenuti, ovvero le numerose uscite per visite ed esami medici che, in molti casi, si rivelerebbero non urgenti. Questo, oltre a impegnare personale già insufficiente, espone a rischi di tentativi di evasione e costi aggiuntivi per lo Stato. Il sindacato propone di ridurre al minimo le uscite, chiedendo all’Asl di inviare più specialisti – in particolare psichiatri – direttamente all’interno del carcere, vista la presenza di un elevato numero di detenuti con problemi di salute mentale.
Appello bipartisan alle istituzioni
La lettera del Sappe chiede un impegno bipartisan da parte della politica e delle istituzioni locali e nazionali per affrontare una situazione che, oltre a compromettere la sicurezza, incide sulla dignità dei detenuti e rischia di generare ulteriori esborsi per lo Stato in risarcimenti, a causa della mancata garanzia dello spazio minimo vitale previsto dalla Cedu e dall’articolo 27 della Costituzione.









