“L’omicidio di Hayat Fatimi è sconvolgente, per le modalità in cui è avvenuto, per le ripetute richieste di aiuto da parte della vittima e per il gravissimo pericolo – era stata redatta dal Centro AntiViolenza cui si era rivolta una valutazione ad alto rischio di femminicidio – cui era esposta. Un omicidio che potrebbe minare la fiducia nelle Istituzioni, ma sarebbe il modo peggiore – e sicuramente sbagliato – di ricordare e rendere giustizia a questa ennesima vita spezzata da una furia cieca e orribile. Perché le leggi ci sono e sono state inasprite, i servizi sociali e i Centri AntiViolenza sono composti da professionisti preparati e sensibili, in continua formazione, e il sistema di protezione è lo strumento più efficace per rompere il muro del silenzio, dell’indifferenza e dell’omertà, per non isolare le donne, per contrastare la solitudine e l’indifferenza, per aiutarle davvero, per salvarle davvero”. Lo afferma l’assessora alle Politiche sociali di Foggia, Simona Mendolicchio.
“Da componente delle Istituzioni e nel ruolo da me ricoperto, mi permetto di lanciare un appello al Governo centrale perché rivolga maggiore attenzione e adeguate risorse alla vita e alla difesa della vita. Per Hayat, per la sua famiglia, per tutte le famiglie, per tutti i figli e le figlie che hanno pianto donne uccise”.
Così il collega in giunta, Giulio De Santis. “In qualità di assessore alla Sicurezza, Legalità e all’Avvocatura del Comune di Foggia, esprimo profondo dolore e sgomento per la tragica perdita della nostra concittadina Hayat Fatimi, vittima di un efferato femminicidio.
Questa dolorosa vicenda dimostra in modo inequivocabile che, sebbene l’inasprimento delle pene sia una misura giusta e necessaria, rischia di restare mera propaganda se il Governo non investe adeguatamente nella prevenzione, sia sul piano culturale, sia attraverso un aumento concreto della presenza delle forze dell’ordine sul territorio. Il fatto che Hayat Fatimi avesse già denunciato la sua condizione di vittima rende questa uccisione una sconfitta per l’intero Stato, dalla magistratura alle forze dell’ordine, fino alla politica, a tutti i livelli.
Allo stesso tempo, è essenziale garantire una maggiore presenza delle forze dell’ordine sul territorio, affinché possano intervenire tempestivamente e proteggere chi vive situazioni di violenza. È importante sottolineare che, in questo caso, le forze dell’ordine hanno tempestivamente sottoposto a misure cautelari il sospettato del femminicidio.
L’amministrazione comunale di Foggia chiede con forza al Governo di colmare le carenze di organico delle forze di polizia e sottolinea che, nell’ultima variazione di bilancio, il Comune ha investito 1 milione 300mila euro per ampliare e rimodernare le strutture destinate alle forze dell’ordine, con l’apertura di una nuova stazione dei Carabinieri e il riammodernamento di altre due stazioni esistenti.
Inoltre, l’Assessorato alla Legalità, in collaborazione con l’associazione “Impegno Donna”, ha predisposto un opuscolo che verrà distribuito all’inizio del prossimo anno scolastico in tutte le scuole della città, con l’obiettivo di avviare un percorso educativo di prevenzione della violenza di genere.
Infine, il Comune di Foggia si impegna a trovare ogni modo possibile per costituirsi parte civile nel processo, affinché sia fatta piena giustizia”.









