L’Oasi Lago Salso è andata in fumo. E con lei un pezzo di identità collettiva, di scienza, di educazione, di bellezza. Le immagini dei roghi dolosi che hanno devastato l’area protetta alle porte di Manfredonia hanno fatto il giro della provincia, lasciando sgomenti cittadini, ambientalisti, studiosi. Ma a trasformare l’indignazione in un atto d’accusa preciso è Maurizio Marrese, presidente del WWF Foggia, che in un lungo e accorato messaggio ha parlato di “catastrofe annunciata”.
“Non è solo natura, è una comunità che brucia”
“Cos’era il Lago Salso? Per me era amicizia, famiglia, amore”, scrive Marrese. “Un rifugio di biodiversità e di umanità. Qui abbiamo guidato studenti, ospitato tesi di laurea, svolto ricerca scientifica. Era un luogo di crescita e di sogni, un laboratorio di cittadinanza attiva e conservazione”.
Poi è arrivato l’abbandono, figlio – denuncia il WWF – di “scelte scellerate”, di “incompetenza e arroganza”, che hanno privato l’Oasi di protezione e presidio. E oggi, tra più focolai dolosi, la distruzione è totale: “Una garzaia intera è scomparsa, e con lei gli uccelli migratori che non torneranno più a riprodursi. Questo danno lo sentiremo per i prossimi 40 anni”.

Un disastro annunciato
La rabbia è forte. “Pagheranno – scrive il presidente del WWF – coloro che hanno appiccato le fiamme, ma anche chi ha lasciato che l’Oasi si spegnesse giorno dopo giorno. I colpevoli morali, quelli che potevano agire e hanno voltato lo sguardo altrove”.
Non si tratta solo della perdita di ettari di vegetazione, canneti e habitat essenziali per decine di specie. È la fine di un’esperienza di valore umano e culturale, che aveva fatto del Lago Salso un riferimento per studiosi, naturalisti, scuole e università da tutta Italia e dall’estero.
“Non ci fermeremo”
“Continueremo a lottare”, conclude Maurizio Marrese, lanciando un messaggio di resistenza: “Come professionisti, come ambientalisti e soprattutto come uomini. Perché chi ha lasciato bruciare tutto non è stato uomo, ma un ‘invertebrato’. Per il Lago Salso. Per la Natura. Per la verità”.
Un appello che scuote le coscienze e rilancia il tema dell’emergenza ambientale in Capitanata, aggravata dall’assenza di manutenzione, presidi e vigilanza in aree ad altissimo valore ecologico.












