Nel 2024 la Regione Puglia e le sue agenzie hanno affidato 157 incarichi di collaborazione e consulenza esterna, per un costo complessivo che ha superato i 5 milioni 200mila euro. A riportarlo è Repubblica Bari, citando la requisitoria della procuratrice regionale della Corte dei conti Carmela de Gennaro, che ha espresso forti perplessità sulla gestione delle risorse pubbliche: “Si sarebbe potuto risparmiare – scrive – valorizzando le professionalità interne, anche nell’ottica di un efficace, efficiente e trasparente raggiungimento degli obiettivi posti dal Pnrr”.
Secondo la magistrata contabile, questo ricorso sistematico alle consulenze esterne rappresenta una deriva gestionale che stride con i princìpi di imparzialità e selezione concorsuale sanciti dalla Corte costituzionale. L’uso improprio di incarichi fiduciari, affiancato a un eccesso di discrezionalità, genera un doppio danno: spreco di denaro pubblico e impoverimento del capitale umano interno.
I conti tornano, ma i ritardi restano
Nonostante le criticità, la Regione ha ottenuto la parifica del bilancio. L’esercizio finanziario del presidente Michele Emiliano è stato promosso, anche grazie all’impegno dell’assessore al Bilancio Fabiano Amati. Come osservato dal magistrato Salvatore Romanazzi, il saldo complessivo dell’amministrazione risulta pari a 4 miliardi e 192 milioni di euro, anche se gran parte di queste risorse è vincolata o accantonata, e quindi non immediatamente disponibile.
Ma la vera ombra che incombe è quella legata al ritardo nell’attuazione del Pnrr, soprattutto nel settore sanitario. A fine 2024, il tasso di pagamento risulta inferiore al 4 per cento per voci fondamentali come telemedicina, parco tecnologico ospedaliero e assistenza territoriale.
Fondi europei, spesa lenta e impegni parziali
Anche sul fronte dei fondi europei la Regione non brilla. Il Poc 2014-2020 resta inchiodato a un livello di pagamento del 31,86 per cento, mentre il nuovo ciclo di programmazione Fesr-Fse+ 2021-2027, con una dotazione di 5,57 miliardi di euro, ha un tasso d’impegno fermo al 13,56 per cento. Numeri che segnalano un ritmo ancora troppo “rallentato”, come osservato nella relazione della Corte.
Emiliano e la poltrona al Petruzzelli
Nel frattempo, Michele Emiliano non rinuncia ai propri piani futuri. Nonostante le critiche, ha confermato l’intenzione di candidarsi come consigliere regionale. E difende anche la scelta di nominare se stesso nel Consiglio d’indirizzo della Fondazione Petruzzelli: una mossa, sostiene, pensata per non ostacolare la futura scelta del successore, evitando di “pestare i piedi” a Antonio Decaro, indicato da molti come il possibile nuovo presidente di Regione.











