Il recente attacco piromane al territorio del Gargano lascia sgomenti e amareggiati anche i rappresentanti di Slow Food Gargano.
“Sgomenti – affermano dalla associazione – per la lucida follia di azioni condotte contro un paradiso di biodiversità unico nel suo genere, che abbraccia una varietà incredibile di paesaggi, dalle fitte foreste degli altipiani carsici alle coste frastagliate ed alle lagune del litorale: uno degli angoli più affascinanti e selvaggi d’Italia, da tutelare ad ogni costo. Amareggiati per i danni subiti dagli operatori economici: agricoltori, allevatori, pastori (alcuni dei quali preziosi custodi dei Presidi Slow Food) e altri che quotidianamente sacrificano le proprie vite per garantire la sopravvivenza di questo territorio, lottando da sempre contro i fenomeni naturali, contro l’abbandono, contro il degrado, contro il progressivo depauperamento e spopolamento che sta avvenendo in tutte le aree interne, ma che oggi si trovano anche a dover subire le amare conseguenze di atti commessi da criminali senz’anima: i danni sono enormi e le voci di denuncia ancora sommesse”.
E ancora: “Uomini e donne che vivono la ruralità più profonda del Gargano hanno fatto di tutto per evitare il peggio, arrivando a mettere a rischio la propria vita, quella dei propri animali e del proprio pascolo. Ora che il fuoco sembra domato, devono anche affrontare le conseguenze e i costi, con animali in difficoltà perché mancano acqua e foraggio. Slow Food Gargano chiede ai Comuni e alla Provincia di Foggia di valutare un’eventuale richiesta di dichiarazione dello stato di calamità naturale o comunque l’attivazione di altre forme di ristoro: la situazione esige risposte tempestive, perché ogni tentennamento è una mancanza di rispetto verso ciò che ci offrono”.
Per slow food “gli animali non possono certo aspettare i tempi della burocrazia per mangiare e bere”. Slow Food Gargano chiede inoltre alle Istituzioni – e in particolare al nuovo commissario del Parco Nazionale del Gargano, Raffaele di Mauro – “di adoperarsi per creare un sistema di tutela e sviluppo che garantisca la salvaguardia di questo immenso patrimonio di agrobiodiversità e di civiltà, con attività di prevenzione e di controllo che in altri territori si sono intensificate anche ricorrendo all’introduzione di droni anti-piromani. Solo attraverso la tolleranza zero si potrà dare impulso a una nuova stagione di sviluppo, al riparo dalle azioni esecrande commesse da malintenzionati che – in certi casi – agiscono per ordine di organizzazioni mafiose e gruppi malavitosi. Slow Food Gargano si conferma sempre a disposizione per la costruzione di un sistema integrato tra privati, associazioni e Istituzioni. Riprendiamoci il nostro Gargano”.











