Un’inaugurazione in pompa magna, ma non per tutti motivo di festa. La nuova piazza Sant’Eligio di Foggia, inaugurata ieri sera tra sorrisi e tagli del nastro, ha sollevato la dura condanna del presidente del WWF locale, Maurizio Marrese, che ha affidato ai social parole taglienti contro l’amministrazione e il progetto stesso: “Potete tagliare tutti i nastri che volete ma resterete sempre mediocri, mediocri nel fare e nel pensare”.
Il tema degli alberi abbattuti
Al centro della polemica ci sono i 52 alberi che, secondo quanto denuncia il WWF, sono stati abbattuti per fare spazio alla riqualificazione della piazza. Un intervento, quello portato avanti dal Comune, che Marrese non esita a definire “un’occasione persa”: “In piazza Sant’Eligio c’erano 52 alberi, abbattuti solo per cogliere l’occasione di un finanziamento. Un progetto del 2018 che probabilmente poteva essere fatto molto meglio e salvando questo patrimonio arboreo”.
Una città che ha bisogno di verde
Per il WWF Foggia, quanto avvenuto in piazza Sant’Eligio è solo l’ennesimo esempio di una politica urbanistica miope e lontana dalle esigenze ambientali della città: “Foggia ha bisogno di alberi, non di cemento”, scrive Marrese, sottolineando come la perdita del verde urbano sia un danno per tutta la collettività, non solo dal punto di vista ecologico ma anche sociale. “Che tristezza…” conclude il presidente dell’associazione ambientalista, affidando alla rete la sua amarezza e il suo appello ai cittadini: “Spero che i cittadini di Foggia prima o poi aprano gli occhi”.
Una riqualificazione che divide
La riqualificazione di piazza Sant’Eligio era attesa da anni e rientra tra gli interventi previsti in ambito urbano grazie a fondi ottenuti nel 2018. Ma l’abbattimento degli alberi ha sollevato sin da subito perplessità, già durante l’avvio dei lavori. Oggi, con la conclusione del cantiere, il dibattito si riaccende. Da una parte le istituzioni, che rivendicano l’opera come simbolo di “rinascita urbana”; dall’altra una parte della cittadinanza e delle associazioni ambientaliste, che parlano di spreco e di insensibilità verso il patrimonio naturale cittadino.












